— Senti, Violante, soggiunge Paolo guardandosi attorno, e poi accostatosi a lei con voce sommessa riprese: io te lo confesserò, e tu lo tacerai, perchè a tenerlo sepolto nel tuo seno ci trovi vantaggio quanto me..... il sospetto..... il sospetto non è mica vano....
— Qual sospetto? Domandava la donna atterrita.
— Non nacqui fango io: nè hanno potuto percotere su me come sopra una pietra; dente per dente, occhio per occhio, anco Dio costumava così; tutti contro me, io contro tutti: essi tinsero il dito loro nel mio sangue, ed io mi sono lavato le mani nel sangue di loro... io... io.... fui capo di banditi.... il furto, il sacrilegio, l'omicidio sonarono le ore del vivere mio.... se ho potuto sottrarre così a lungo questo capo alla mannaia, nasce dal credere che già e' me lo abbiano mozzo; me reputano da molto tempo morto.... la terra da molto tempo mi tiene, sotto nome di Venanzio Tombesi. — Separati pertanto quanto puoi più quieta da me; torna a Napoli, e colà chiusa in qualche monastero prega dai santi l'oblio... se non puoi l'oblio, la pazienza,... e se per me allora sepolto vorrai arrisicare una preghiera... mi rimetto in te... ho inteso dire, che le orazioni quando non approfittano al trapassato, tornano accresciute dalla grazia di Dio a consolare chi le disse....
La Violante da un pezzo si nascondeva la faccia con ambedue le mani, tra le dita delle quali si erano attortigliate alcune ciocche di capelli: ella rimase lungamente immota nel suo muto dolore, che o sdegnava o vinceva ogni via per cui si manifesta lo spasimo dell'anima umana: allorchè poi le rimosse, miserabile a dirsi! le ciocche dei capelli le si staccarono, a mo' della peluria del fiore di papavero, che al soffio lieve del fanciullo vola via; i nepitelli infiammati così colorivano le lacrime, che gli occhi pareva piangessero sangue; i muscoli contratti, come se un graffio le arroncigliasse il cervello, le avevano sconvolto la sembianza diventata quasi selvatica; tinti in cenere i contorni degli occhi, i solchi delle narici, le labbra. Nè la testa della Niobe, e nè anco quella della Madonna della Pietà di Michelangelo possono a gran pezza porgerti idea di cotesto volto doloroso.
— Signore, cominciò la Violante con voce sommessa, io provo senza fine amaro il calice della mia passione, ma io me lo sono ministrato con le mie mani ed io lo beverò... intero. Al Cireneo non correva obbligo di sollevare la croce a Cristo, la moglie deve portare la croce del marito innocente o colpevole. Vergogna e dolore, io posso domarvi per ora come belve feroci, — quando avrò portato il refrigerio di posare sopra il mio seno, a quel capo abbrustolito d'infamia, quando avrò temperato con parole di speranza l'arsura di quel sangue febbrile pel terrore della morte vicina, quando avrò unito la mia prece all'ultima sua, affinchè la drizzi e la sorregga verso il cielo dove possa ottenere perdono dalla misericordia di Dio; quando tutto questo sarà compito, allora e solo allora, vergogna e dolore, io mi confesso vostra, e più tosto mi sbranerete più l'avrò in grazia. Dio placato mi muterà in tanta gloria lassù quanto di obbrobrio mi toccò su la terra. Eroe o masnadiero, voi siete il mio marito, e quello che Dio ha congiunto l'uomo non separerà.
Sotto il cranio di Paolo imperversa adesso una procella quale forse non travolse mai intelletto di demonio; credeva avere a rompere uno spago, sbarazzarsi di una bassetta attortaglisi intorno alle gambe, ed ora sentiva a prova tenerlo una catena, che ad ogni strettone gli si faceva più corta, e più pesa; sbuffava di collera, stralunava le pupille smarrite, le goccie grosse di sudore, che di tratto in tratto gli grondavano giù dalla fronte a pari delle grosse stille di pioggia precorritrici della procella chiarivano, che ei stava in procinto di prorompere.
E proruppe, dacchè con bestiale rabbia prese a gridare:
— Che Dio! Che vincolo! Voi non foste mai mia moglie, nè io mai vostro marito.
— Oh! E l'altare, e il sacerdote, e il sacramento?
— Mentito tutto; il sacerdote un bandito, banditi i testimoni: il vero parroco condotto lontano dalla parrocchia...