— Piglia, schiavo. —
A mo' che il vento spalancando con impeto le finestre ti spegne di un attimo i lumi della stanza, la dignità di donna offesa, la tenerezza di sposa oltraggiata, il disprezzo, lo scherno strangolarono l'amore, e più che mai veemente tornò a divampare l'orgoglio spagnuolo attutito, non vinto. E mentre Paolo sottosopra per la novità dello insulto attende a forbirsi il volto con la manica, Violante risoluta si fa verso la porta; allora costui frettoloso le si para davanti, e le intima:
— Addietro...
— Addietro tu... schiavo.
— E dove presumi andare?
— Ai piedi santi del Papa.... perchè mi faccia troncare un capo, questo capo il tuo.
— Addietro ti dico, sciagurata, addietro...
— E chi vorrà impedirmi? Tu? E come?
— Come? — Rispose il Pelliccioni occupando tutto il vano della porta, con le braccia sotto le ascelle, ed in suono così pauroso di voce, che per parola non si potrebbe significare giammai. A questo punto la Violante inasprita, spumante per furore le labbra, con mano convulsa si cava di tasca il pugnale, dono sinistro del truce marito, e lo minaccia:
— Tu me lo desti... ed io lo adopro. —