In prima (mi astengo dallo adoperare innanzi tratto perchè questo avverbio me lo ha consumato il signor Sella a Torino nella sua relazione su le finanze del Regno, e così Dio volesse ch'egli avesse logorato l'avverbio innanzi tratto soltanto!) in prima dunque se questa mia storia valesse ad aggiungere un filo solo alla trama di odio che voi avete ordita contro le turpezze e le infamie della corte Romana, dove il prete si vanta cittadino del cielo per calpestare ogni affetto di famiglia e di patria sopra la terra, già sarebbe un bel guadagno, nè voi vorreste appuntarmi di avere sciupato inchiostro e tempo; ma vi ha di più.
Conciossiachè in secondo luogo qui si faccia manifesto come getti profonde le radici nel cuor del popolo amore, o sia che l'obietto di quello ne compaia degno, ovvero indegno. Il popolo certo preferisce palesare la passione, che lo scalda con atti laudabili di mano, o d'ingegno, ma non si tira indietro nè anco dai feroci. Guardimi Dio da commendare, anzi nè da scusare siffatti procedimenti; solo avverto, come nel cuore del popolo non trovi mai penuria di passione; ferro, e fuoco sempre, ora sta al fabbro buono o tristo cavarne un vomere per romperne la terra, od un coltello per romperne le viscere all'uomo. Ma nè Dio, nè uomo arriveranno mai a trarre cosa che valga da quei meschini, dai moderati, nel seno dei quali rovistando, i meno tristi arnesi che tu ci possa trovare sono un Abbaco, una Coda di volpe ed un Orecchio di coniglio.
In terzo luogo, e questo fie ciò che meglio importi a voi, io ho inteso avvertirvi, o fanciulle, che non vi lasciate inconsulto scapparvi di mano il vostro cuore: badate, ch'egli è maggiore tesoro, che voi per avventura non immaginate; in lui stanno riposti non pure la fama e la contentezza vostre, bensì ancora la dignità dei figli, la gloria della famiglia e la salute della patria; chè famiglia vera senza patria non ha luogo, nè viceversa. Buoni i consigli paterni, e buoni eziandio i materni, ma voi, non il padre nè la madre vostri, avete a vivere finchè vi basti la vita con l'uomo che sceglierete a marito. Però prima che la passione vi vinca, sottomettendo il talento al giudizio, cercate di qual lignaggio esca il garzone che incontrò grazia agli occhi vostri, e quali i suoi parenti, e poi del genio, della indole, degli studi e dei costumi di lui. Non ingannate e non vi lasciate ingannare, chè il matrimonio non dà campo a disdire la bestia in virtù dei vizi redibitori. Se avete qualche avvocato in casa... (— chi è sì gramo adesso che non abbia almeno un paio di avvocati e di cavalieri dei Santi Maurizio e Lazzaro in casa —) fatevi spiegare vizi redibitori che sieno. Strappate la benda allo Amore, lasciatela alla Fortuna, la fiamma accesa dalla fiaccola di Amore bendato, il più delle volte mirai mantenuta all'ultimo da quella delle Furie. Se pertanto gli esempi di questa lamentevole storia valessero a ritenere dal nabissarsi, o meglio a fare felice una sola di voi, care e buone fanciulle, non istimerei il mio libro dettato invano.
Solo vi prego a perdonarmi se qualche volta vi ho fatto paura; in ammenda del fallo vi prometto giocondarvi, come meglio potrò, un'altra volta.
Ecco, voi potete conoscere, come spiacente di torre commiato da voi, io mi vada gingillando; orsù animo! Addio fanciulle, amate i vostri innamorati, ed anco un po' il vostro scrittore, che talora vi si mostrava acerbo soltanto per rendervi degne della Libertà e della Patria.
FINE DEL SECONDO ED ULTIMO VOLUME.
NOTE:
[1.] Bucefalo non è, come universalmente si crede, e Plinio afferma, nome proprio del cavallo di Alessandro Magno; anco prima bucefalo chiamavasi presso i Tessali una razza di cavalli distinta per capo largo a modo di bove. Il cavallo di Marco Aurelio nel Campidoglio è bucefalo, ed i Romani gli amano così; all'opposto piacciono agli Spagnuoli quelli con la testa di montone, de carnero, che tra noi chiamansi volgarmente montonati.
[2.] Specie di opera buffa che correva per la Italia a quei tempi in istrazio degli Spagnuoli. Il duo si prolunga a sazietà; i versetti qui posti in bocca al capitano Cardone significano: Di chi sono queste mammelle? La vita e il cuore? Donna Isabella naturalmente risponde: del capitano Cardone.