— Non vo' sentir nulla, preparati a morire.
Intanto il Paoli, sopraggiunto costà, mirando che il cane dello schioppo era inarcato, fu cauto con un colpo del braccio voltarne la canna al soffitto, e al tempo stesso diceva:
— Per Dio santo, Quirico, hai dato l'anima al diavolo, che vuoi ammazzare il tuo figliuolo?
— Non ci è Cristi che tengano; ha da morire; non l'ho generato io; lo rinnego per figliuolo; deve morire... e deve morire...
— Pare che l'abbia fatta grossa costui!
— Eh! una cosa da niente; — vedete, dianzi gli ho detto: Vito, l'aria si carica da levante, avremo presto burrasca; il generale raccoglie una compagnia di mille giovani, fiore di Côrsi, per combattere questi prepotentacci di Francesi, che dopo avere finto amicizia per quattro anni, adesso ci si scuoprono nemici; non istare a gingillarti, procura essere dei primi a segnarti, perchè i Savelli non sono usi di farsi aspettare. Ora sapete che mi ha risposto quel figliuolo ribelle? — Mi ha risposto che chi ne aveva voglia, andasse. Dunque, se non vuoi difendere la tua patria, vai fuori, carnaccia da ingrassare gli olivi.
E qui faceva prove di liberare lo schioppo di mano al Paoli: questi però tenendolo stretto si volse al giovane con mal piglio esclamando:
— Dunque vive nella Corsica un vile?
Il giovane, rosso come un focone allora sbraciato, rispose risentito:
— Se ci vive, non sono mica io, sapete, signor generale; ma babbo qui si arrapina per un filo di paglia, e poi non vuol sentire la ragione: mettetevi di mezzo, perchè mi ascolti, ascoltatemi voi stesso, e se ho torto condannatemi. Diavolo! Dove sono uomini, sono modi.