— Questo non si può per giustizia negare, Quirico mio; anco ai banditi si permette difendersi.

— Così va pei suoi piedi. Voi sapete che in casa eravamo tre fratelli maschi senza più. Giampaolo rimase ucciso a Furiani, Niccoletto morì al convento di Bozio, quando accorse a cavarvi dalle brande del Matra; l'ultimo sono io. Quando babbo mi ha comandato di scrivermi nella compagnia dei volontari, ho fatto a dire: pare che la disdetta voglia che i Savelli non abbiano a uscire vivi di battaglia: chiedo perdono, non deve dirsi disdetta, e veramente chi muore per la patria vive alla gloria e nello amore dei suoi; però, meno che sotto questo aspetto dovete convenire, signor generale, per tutti gli altri, o che l'uomo spiri nel campo o nel letto, quando è morto è morto. Ora ho fatto a dire, se questo caso mi accade, ecco, lascio qui i miei poveri vecchi soli, abbandonati negli ultimi giorni della loro vita; chi li consolerà? chi ne piglierà cura? chi porgerà loro un bicchiere di acqua se cascano infermi? Però ho fatto a dire: io sono promesso a Chilina di Marco Aurelio Brandone, e ci dobbiamo sposare a Pentecoste; dunque sarebbe meglio che prima me la sposassi, ed una volta che la sapessi incinta, e per parte mia, signor generale, vi prometto che farei presto, venire senza un pensiero al mondo a menare le mani, perchè se campo, tanto di guadagnato; se casco, tagliato il ceppo rimane il pollo, e Chilina resta in casa in luogo di figliuola ai miei poveri vecchi.

Ora, per Dio santo, domando un po' a voi se qui ci trovate motivo di saltare su i mazzi, e di tombare un povero figliuolo come un cane?

Il vecchio Quirico, che a mano a mano il figliuolo ragionava si faceva sereno, alle ultime parole, mentre s'incamminò a depositare lo schioppo in un canto, disse:

— Come è così, la faccenda muta di aspetto: ma nossignore; nè anco così va bene, perchè vedi, figliuolo mio, tutti i giorni capita morire di punta, di catarro, insomma di uno di quei tanti malanni che il diavolo ci manda; ma l'occasione di morire con una brava palla in testa per la libertà della patria capita di rado, e mentre t'indugi per le nozze, potrebbe scappare: sicchè, Vito, fa' a modo di tuo padre, non perdere tempo a segnarti.

— Ecco, si potrebbe, soggiunse il Paoli, pigliare due colombi ad una fava: invece di celebrare le nozze a Pentecoste, o chi para di farle domani? Vito ha promesso (e così dicendo il Paoli batteva sorridendo la mano su la spalla del giovinotto), che non si farebbe aspettare ad accertarvi la successione, e lo credo; sicchè tra un mese io mi figuro che potrebbe essere lesto: ora, per male che vada, prima del giugno non ci avrebbero ad essere batoste.

— Gua', per un accomodo ci sto; perchè non è una galanteria ammazzare un figliuolo, ed anco il patriarca Abramo non ci si adattava mica di buona voglia, sebbene glielo avesse ordinato un angiolo; immaginate se io, che non aveva ricevuto ordine da persona; però vatti veggendo se Marco Aurelio se ne accontenta, il quale fuma più di un camino e gli parrebbe rimanere vituperato se i mudracchieri non andassero a prendergli la sposa a casa, e non facessero la travata, con tutti gli altri fastidi d'usanza.

— Ciò non tenga; ditegli che accompagnerò io stesso la sposa alla parrocchia; e parmi se ne dovrebbe contentare.

— Ma ci credo! È onore troppo grande per lui, ed anco per me.

— Dunque addio, a domani.