— Ma sicuro che gliel'ho dato; fatti qua oltre... o dove sei ito? Presto che ho furia.
Il giovanetto si era rimpiattato dietro le spalle alla madre; ella lo spinse dinanzi a sè tutto vergognoso con gli occhi bassi.
Il generale gli pose la destra sul capo e gli disse:
— Guardami in viso.
Ed egli lo guardò: allora il generale si volse alla madre, e soggiunse:
— Non occorre altro, Devota; questo giovane farà dire di sè, o non mi chiamo più Paoli; lo metto nella mia compagnia col fiore dei giovani del paese.
— E adesso vado a infornare il pane: mio Colombo addio; un bacio e addio... un altro, e un altro. Signor generale, non ha da costarvi nulla... capite... grazie a Dio ho da fargli le spese, e ad un altro ancora se occorrerà; gli manderò o gli porterò la provvista settimana per settimana: ve lo raccomando perchè l'ho solo, ma all'occorrenza non lo risparmiate veh! Giacinto mio obbedisci il signor generale come obbedivi a tuo padre, che vuol dire un zinzino più che a tua madre, e ora anche un bacio... e addio, chè ho furia.
E via di corsa; il generale stava per richiamarla, senonchè Minuto Grosso gli diede su la voce notando:
— Lasciatela andare, eccellenza, che la buona femmina pare che abbia furia di andare a infornarvi il pane, e un altro figliuolo.
— Minuto! dubito che la stagione dei tuoi motti sia passata: per me penso che se la nostra causa sostenuta dal sangue più puro delle viscere del popolo avesse a soccombere, sarebbe segno che Dio ha ritirate le sue sante mani da questo mondo.