— Però, riprese egli, voi sapete, eccellenza, che non è concesso mandare un uomo alla fune se non concorrono gl'indizii; ad torturam, e qui non ce ne possono essere. — Mariano, volete che io v'insegni una cosa della quale vorrei voi faceste senno? compromettete in me la vostra lite col fratello, ed io la deciderò in famiglia senza scandalo, e sopratutto senza spesa; avrò a sportula gratissima e desideratissima la conservazione della fama di una famiglia come la vostra.

— Signore! io possiedo i miei contratti in regola; ora come ci cade arbitramento?

— Su tutto si disputa: volete o no compromettere in me?

— Io non dico.... io non ricuso assolutamente di compromettere; ma che vi pare, non ho ragione io? — Se devo essere giudice, voi capite, Mariano, che non posso aprirvi l'animo mio; perchè se il lodo confermasse il parere dato, equivarrebbe contro tutte le regole di giustizia a sentenza già conosciuta; o lo contraddicesse, e allora non andrei immune dal rimprovero di cervello leggero, o forse di coscienza prevaricatrice. — Sicuro... Sicuro! Tuttavolta voi m'insegnate, che senza tradire la coscienza il giudice in via privata può benissimo dare ad intendere... in certo modo da qual parte propenda l'animo suo... non già che questo sia obbligo... molto meno contratto... vorrei che mi capiste. — Io vi ho capito benissimo, e penso che questa vostra distinzione tra giudice e privato non abbia luogo, tuttavolta voglio contentarvi, e alla ricisa vi dichiaro che se le cose stanno come le contate voi, avete ragione da vendere.

— Io l'ho sempre detto, che voi per la Corsica siete homo missus a Deo; peccato non vi chiamiate Giovanni. Adesso bisognerà vedere se ci vuole stare Altobello. — A questo io l'ho già disposto. — E sopratutto importa comporre il compromesso in modo che non si lasci adito a scappatoie, e di un sol colpo tagli la testa al toro, perchè voi m'insegnate... — Io non potrei insegnarvi cosa, che voi non sappiate più e meglio di me; ecco qua il compromesso; io ho procurato insinuarci tutte le clausole più estese; nondimanco voi esaminate se vi paia a dovere; avvertite ancora che, a scanso di arzigogoli, feci che il signore Altobello lo scrivesse tutto di suo carattere.

Mariano lesse e rilesse la carta: — e' sta a pennello, — finalmente disse, e presa la penna, la quale tenendo sospesa aggiunse: — dunque vi pare che io abbia proprio ragione?

— Vi ho detto, e vi ripeto, che se le cose stanno come me le avete esposte voi, la ragione è vostra.

— Eccovi il compromesso firmato; adesso vado a pigliare i contratti.

Mariano uscendo disegnava, è vero, recarsi a casa per cercarvi i contratti, ma voleva provvedere in un punto ad altra faccenda della quale tacque, e questa era di consigliare prete Stallone a svignarsela mettendosi al soldo dei Francesi come spia; gli troncò la pensata il Paoli, che mettendosegli traverso alla porta disse:

— Dove andate? — Vado per le carte. — Non importa; rimanetevi: padre Guelfucci!