— Senza dubbio. Prima che i popoli diventino Cristo, il quale si fece crocifiggere per la salute dei genere umano, tempo ci vorrà; ed anco Cristo fu solo.
— Dunque perchè mormorate contra al vostro governo?
— Io gli do torto perchè i governi, promovendo gli interessi proprii, devono avere occhio agli altrui: altrimenti ogni cagione di alleanza durevole casca. Ora l'Inghilterra, proteggendo la Corsica a conservare la sua libertà, metterebbe un altro piede nel mediterraneo; sostenendo voi altri nella vostra indipendenza, si assicurerebbe la vostra amicizia. L'ingegno degli uomini di stato, mio caro signore, non mette allo sbaraglio le cose proprie per avvantaggiare le altrui, bensì s'industria di toccare la cima della prosperità per via del bene degli altri; imperciocchè, voi lo vedete chiaro, nel primo caso rovinano ambedue, nel secondo fioriscono entrambi.
— Sia: anzi per lo appunto la va così; ed è per questo che l'Inghilterra nel giudizio dei popoli deve accomodarsi fin d'ora di andarsene allo inferno senza salvazione, mentre la Francia può sempre confidare nel limbo o alla più trista nel purgatorio. Di fatti nel giorno del giudizio l'Inghilterra che cosa vorrà mettere sul guscio della bilancia per equilibrare l'ira di Dio? Forse la leggerezza della Francia? Ma no, perchè ella medita sempre col dito teso verso la fronte. Forse l'orgoglio della Francia? Ma no, chè il giusto sentimento del volere e del potere non fa orgoglio. Forse la iattanza della Francia? Neppure. L'Inghilterra si astiene dalla stima e dal disprezzo anticipato, aspetta, giudica e onora quanto trova degno di onore. L'Inghilterra pertanto proverà più pesante la mano di Dio per la ragione, che al tristo savio sarà chiesto conto più rigoroso che al tristo folle.
— Badate, caro signore: la vita dei popoli non si compone mica di anni e nè anche di secoli: onde, vedete, l'Inghilterra ha un bel tempo dinanzi a sè per pentirsi.
— Sì, e intanto gli uomini si disperdono dentro i sepolcri.
— Ma non i popoli, non la libertà.
— Parole stantìe, senapismi ai piedi di tutte le agonie della libertà che passano! Vallo a predicare ai porri che, ammazzati i cani, saranno le pecore custodite meglio; intanto i lupi allestiscono le maschere per il carnovale. Parole scellerate, parole traditore, come le altre che s'ingegnano insinuare, i cittadini essere cosa diversa dalla città, i paesani dal paese, i governanti dal governo! No, per Dio santo! e' formano tutti una cosa; e se il governo è tristo, fa conto ch'ei sia il gavocciolo, e i governanti gli umori pestiferi che lo creano.
— Mio caro signore, bisogna avere avvertenza a questo, che i governi, quantunque potentissimi, non possono mica sempre tagliare la veste dalla pezza. I mali vengono a capitomboli e se ne vanno con le grucce, e chi sta su la fossa piagne il morto. Assicuratevi, signore, che nelle faccende pubbliche se, invece di tirare a modo e a verso, taluno si avviasse dare uno strettone, correrebbe rischio di trovarsi con la corda strappata in mano e le gambe per aria.
— Che strettoni farneticate voi, che strappi? Ora l'Inghilterra ci ha promesso Roma e toma, e, dopo avere aizzata la Corsica a ricuperare la libertà, la lascia in asso: tale altra viene, vede, butta bombe e granate, piglia Bastia, San Fiorenzo, e pare la voglia sgarare con la Francia finchè le rimanga pezzo in mano; di un tratto caglia, lascia lì sacco e radicchio; ha fatto pace soddisfatta lei, contenti tutti, e a chi si muove guai! Allora proibisce che qualche anima buona ci soccorra, ci condanna a morire come cani arrabbiati: di angioli diventammo demonii; a bandirci uomini dabbene non ci trova più conto, le torna meglio adesso di chiamarci ribaldi. «Accomodatevi,» ella urla nel nuovo furore di pace, «accomodatevi come potete.» «Ahimè!» noi rispondiamo «a noi è dato accommodarci tranne nelle fosse del campo santo.» «Bene,» replica l'Inghilterra forbendosi le labbra, «anche costà si trova pace.»