— Ventidue...

— Mi pareva ventuno.

— E non saranno nè manco se voi non ci rimettete quelli che avete rubato e che ora tenete in mano, e la vostra degna consorte non cava fuori gli altri che si è rimpiattati in tasca. —

— L'aveva fatto per distrazione sapete! perchè la Dio grazia casa Alando ha onore da vendere...

— Si vede; e voi signora perchè avevate grancito il luigi?

— Io? distrazione... Dio grazia... casa Alando... onore da vendere... rispose singhiozzando la donna.

— E tre venticinque, si affrettò a dire l'ufficiale schifato da tanta sozzurra; ma poi ravvisandosi e prendendo un'aria carezzevole, posta la mano su la spalla di Mariano, riprese: — voi mi piacete; siete uomo fabbricato a prova di bomba; la vostra casa sembra fatta a posta per tendere la tagliola; se vi garba e vi garberà di certo, continuare ad esercitarvi nel mestiere in cui avete tanto bene incominciato, io vi prometto di farvi pagare per ogni ufficiale prigioniero dieci o quindici luigi secondo il merito.

— Toccate qua; è affare fatto, e se — disse pigliando tra il pollice e l'indice un luigi per l'estremo contorno — e se non sapessi quanto i Francesi procedono alla grande, e come amino piuttosto dare che ricevere, sempre splendidi... sempre generosi, io vorrei darvi questo luigi in senseria del mercato fatto... promettendo e obbligandomi pel seguito di darvene mezzo (e come l'ufficiale strabuzzava gli occhi, costui pauroso si riprese dicendo) di darvene uno per ogni affare che mi procurerete.

L'ufficiale si morse le labbra; Mariano, senza avvertirlo, nella ingenua sfrontatezza della sua infamia gli aveva ribadito uno schiaffo su l'una e l'altra guancia e non ci era modo di risentirsene.

Non sovvenendo partito migliore all'ufficiale, cavò dalla sua borsa due luigi e quelli dando a Mariano soggiunse: — pigliate, io sono uso a regalare, non ad accettare mancie.