— Siamo d'accordo.
— Ma come ti assicuri ch'ei te lo mantenga?
— Questo è mio pensiero.
— Ma egli ti sposerà?
— È pensiero mio: scrivete il vostro consenso e sbrigatevi.
Il vecchio sopra di una tavoletta, che Lella gli posò su le ginocchia, scrisse e firmò il suo consenso; il quale Lella dopo avere letto ripose in seno; allora si fece a richiudere le finestre e le imposte dicendo: buttati giù, babbo, e piglia sonno contento nel pensiero che, mentre dormi la tua vendetta cammina: quindi agguantato Matteo pel braccio riprese: — su via andiamo.
Dove andassero, che cosa statuissero sarà chiarito altrove; intanto importa sapere che Matteo tornato al ridotto del gioco pagò come un banco i suoi creditori; invitato alla rivincita si scusò allegando la sua partenza avere a succedere da un momento all'altro ed usci: però in tutto quel giorno abbandonava Bastia, e fu visto aggirarsi per le strade a mo' di trasognato in compagnia sempre di uno zitello lesto e vispo come una scimmia; non lo riconoscendo persona, pensarono fosse venuto con esso lui; il dì appresso essendosi recato dal conte di Marbeuf per domandargli la conclusione del negozio pel quale era venuto, lo rinvenne focoso, lo guardò truce, gli porse un plico sigillato, ed oltre questa non gli fece altra parola: — qui dentro è tutto. —
Lo zitello, che non si scompagnava mai da Matteo, allora si accostò al conte, il quale fissatolo lo riconobbe e sorrise: — O damigella, voi siete proprio una Maga!
— Or bene, riprese Lella, spero che non mi dissuaderete da accompagnare il mio novello sposo...
— Quantunque mi pesi vedere il nostro cielo vedovato di uno dei suoi astri più belli, tuttavia mi professo troppo buon cristiano per contrariare al precetto: quello che Dio unì l'uomo non separi.