— Sentirete, che so che ci avrete gusto. Il Gafforio prigioniero invitò a pranzo il Commissario genovese, al quale parve dovere accettare; essendo egli venuto di fresco, gli prese voglia del fiadone, ed ebbelo. Lo aveva ordinato grande perchè bastasse a cibare il presidio della cittadella e per qualche altra cosa: venuto il momento d'imbandire la vivanda sopra la tavola, il Gafforio si levò come faccio io, la pose in mezzo della mensa in questa medesima maniera....
— E poi? domandava il capitano ridendo.
— Poi, mutato il volto di piacevole in feroce, aggiunse Altobello, dato uno scappellotto alla crosta mise mano al ripieno, e appuntatolo al petto del castellano gli disse: — zitto! o sei morto.
E queste cose aveva l'Alando non solamente detto ma fatto, onde il capitano Cassagnac quando se lo aspettava meno si vide appoggiato al cranio due bocche di pistola; egli per certo era animoso molto, e vuolsi credere che nonostante il pericolo avrebbe gridato; senonchè Altobello gli tolse il tempo di riscotersi dalla sorpresa e dal terrore, e di una spinta rovesciatolo a terra, gli mise le ginocchia sul petto, la destra su la bocca, mentre con la sinistra si cavava in fretta di tasca certi tovagliuoli ammaniti all'uopo; con questi gli cinse il capo per modo che non un gemito avriasi potuto sentire di lui; nè sicuro a tanto, lo voltò bocconi e con altre salviette gli strinse le mani.
— Se vi pare bello, signor francese, tormi la libertà a tradimento, spero che non troverete brutto ch'io la recuperi con ingegno e con valore.
E intanto che diceva queste parole vestì la divisa militare del capitano, si mise in capo il suo cappello, prese dal grembo del fiadone una matassa di corde di seta intrecciate a scala, ed un paro di guanti imbottiti di cotone, che ci aveva nascosto la provvida Serena; usci franco, e data volta alla chiave se la mise in tasca lasciando il carceriere incarcerato. La notte era fredda ma limpida, sicchè le sentinelle invece di starsene appiattate nei casotti correvano su e giù lungo i battuti per iscaldarsi le membra intirizzite: anche questo dava impaccio, e non poco; però non bisognava gingillarsi; infatti Altobello va difilato dalla parte orientale della fortezza, dove declinando si distende sopra l'estremità dello scoglio; colà stavano poste in batteria due colubrine in custodia di un soldato, e Altobello accostandovisi spera non gli domanderà il santo scambiandolo pel comandante della cittadella, e s'ingannava, imperciocchè la guardia prima gl'intimò si fermasse, poi le desse il nome; frattanto Altobello erasi avvicinato fino a tre passi, e la guardia abbassava lo schioppo per respingerlo. La necessità in cui versava l'Alando gli ferì il cervello, ma fu breve, quasi stretta di mano, e via: teneva la pistola inarcata, gliela sparò nel petto, adoperando quasi senza accorgersene la pratica imparata dal signor Clemente di recitare una prece giaculatoria in pro' dell'anima dello ammazzato. In meno che non si dice amen legò la cima della scala alla corona del cannone, che sporgeva fuori delle mura, e lasciò andarsi giù talora trovando appoggio e talora no; ad un tratto col piè tocca lo scoglio, dacchè e' facesse un po' di cornice intorno alla base dei muri della fortezza: cercare al buio la scala rimasta lì su aggrovigliata, calarla di nuovo, commettercisi poi era lo stesso che darsi al disperato; Altobello come giovane di subiti partiti spiccò un salto tuffandosi in mare quanto meglio potè lontano dallo scoglio; mentre fendeva l'aria pensò che i panni mezzi gli avrebbero arrecato non lieve impaccio al notare, quindi si provvedeva di prudenza per risparmiare le forze, di costanza per durare; con sorpresa pari al contento egli non ebbe a mettere a prova queste due virtù, dacchè tornato a galla si sentì acciuffare da una mano di rovere pei capelli, e subito dopo da un'altra nel collo, e scaraventare dentro la barca come un sacco. Ciò fatto s'intese sfrenellare due remi, che si misero in voga alla dirotta; in questo la fortezza di San Carlo sembrò aprire gli occhi, chè lungo le feritoie apparve una lista di fuoco, e insieme al fuoco piovve una grandine di palle; non avvertimento fu dato, non preghiera profferita, un gemito lieve, seppure era gemito, parve che movesse dalla parte di poppa. Bastarono poche palate per mettersi fuori del tiro del fucile, in quanto al cannone non faceva caso, chè pretendere colpire per la notte una barca con le artiglierie era lo stesso che cercare un cece in mare. Allora in un medesimo punto due voci chiamarono Altobello, e questi riconobbe la madre e Serena. Francesca Domenica animo e corpo di ciocco menava il remo meglio che mai facesse il bonavoglia, Serena teneva il timone, Bastiano era il terzo. Le donne, presaghe dei sinistri che potevano per avventura accadere, avevano portato seco vesti che servirono ad Altobello per mutarsi in fretta; poi mise la madre al timone, egli e Bastiano ripigliarono la voga, Serena mandarono a riposarsi delle fatiche sofferte e più delle agitazioni, ed ella si giacque a prua senza farsi pregare.
La fortuna ora da sè discorde volle favorire questa impresa, onde sani e salvi arrivarono alla punta di Arco; trovarono muli allestiti su i quali salendo, presero, senza mettere tempo fra mezzo, la via del Borgo. Furono ricevuti a braccia aperte: qui accadde che Altobello stringendo improvviso al suo petto Serena fu cagione che questa gettasse un strido, per la qual cosa cercando premurosamente se e come le avesse fatto male, conobbe lei essere stata ferita da una palla nel braccio manco; la poveretta quantunque se lo sentisse passato fuor fuora non n'aveva mosso parola, anzi perchè curando lei non perdessero tempo si era accocollata a prua mordendo il fazzoletto, e così in silenzio si era posta una fascia intorno alla ferita. Appena le sfuggiva il grido, vergognando di avere mostrato paura, diede della mano destra su la spalla ad Altobello e con un tal suo sorriso tutto amore, lo rimproverò:
— Se nei vostri garbi voi metteste un po' più di grazia, mamma Francesca non avrebbe saputo che io era stata ferita.
Francesca Domenica, quando si trattava vegliare infermi, medicare feriti, in breve, consolare qualunque afflizione, pareva chiamata a nozze; nudò il braccio di Serena prima che se ne accorgesse, staccò senza farla troppa penare il panno ingommato di sangue dalla piaga, la quale diligentemente esaminata trovò che non aveva offeso l'osso nè parte alcuna d'importanza; nondimanco dopo averla medicata le impose di andare a riposarsi.
Rimasti soli Bastiano e Altobello, il primo disse al secondo: