— Anche questa carità, padre, e attendete che venga adempito questo mio desiderio; in quanto occorre comando.

— Ma avvertite, Pasquale...

Questi levando minaccioso il dito, soggiunse:

— Zitto! Importa che sia così: la vista del patibolo somministra argomento di curiosità agli stupidi, e scuola di ferocia agli scellerati.

Quando fu riaperta la porta del carcere, dopo le spalle del frate entrarono due altre persone che portavano qualche cosa di peso e rimasero lì presso la porta; la candela oramai consumata mandava più fumo che luce. Matteo giaceva bocconi sul letto traendo di ora in ora focosi sospiri: appena sentì stridere il chiavistello si mise a sedere sul letto, gridando:

— Padre, m'avete ottenuta la grazia?

E siccome quello metteva alcuna dimora alla risposta.

— Almeno una proroga?

— Senti figliuolo; dopo che ti ho lasciato, sarebbe un impossibile che tu in pensieri, opere od omissioni non ti sia tornato ad imbrattare l'anima che io ti aveva resa proprio bianca di bucato: ora prima di tutto riconciliamoci con Dio.

— Sì, qualche altro peccatuzzo avrò commesso, sì voglio riconciliarmi con Dio, ma la grazia me la fa? Me l'ha fatta?