— Ecco, rispose il Paoli, cavandosi di tasca il coltello e buttandolo sopra la tavola — capisci — altro non posso darti: addio.
— Ah! è questo l'ultimo dono che Pasquale Paoli serbava per Matteo Massesi?
E intanto che il Generale allontanandosi da lui s'immergeva nel buio in che stava sepolta la parte estrema della prigione, con suono via via più languido disse:
— Madri tenerissime e magnanime a figliuoli illustri e amatissimi, quando non poterono sottrarli da morte, di pari doni presentarono, affinchè fuggissero la infamia del patibolo.
— No... così non ha da essere... voi con una parola potete salvarmi la vita... e voi avete a dirla questa parola... o non ne direte più altre: e, gittandosi sul coltello ne butta via il fodero correndo in furia colà dove era scomparso il Generale; dopo pochi passi gli riapparve l'ombra davanti, ne muove alcun altri e gli sembra... anzi di certo gli sta davanti una persona diversa.
— E voi chi siete? urla disperato.
— Io sono il Confessore — rispose il padre Bernardino.
Dopo un'ora padre Bernardino bussava alla porta della camera del Generale che trovò levato, col medesimo gabbano fradicio addosso col quale era stato alla prigione; lo salutò, e posto il suo coltello sopra la tavola:
— Vengo a riportarvi il coltello dalla parte di cotesto sciagurato — disse; e dopo alcuna esitanza, con suono che difficilmente poteva conoscersi se fosse sincero o beffardo, aggiunse: — egli piglia la infamia del patibolo in parte di espiazione del delitto commesso, e intende farsene merito presso a Dio.
— Ho capito; gli manca il cuore d'ammazzarsi. — Buttò via il gabbano e assestatosi al tavolino scrisse alcune righe che consegnò al frate.