— I cinque minuti sono passati — si udì ammonire la voce del padre Bernardino traverso la porta.

— Ah! rimescolandosi tutto, gridò Matteo, e poi con accento più spedito soggiunse — che se non vi degnate tenermi più accosto a voi, ebbene me ne andrò lontano, mi bandirò dal paese, andrò in terra straniera ad espiare la mia colpa col rimorso.

— Sono passati sei minuti.

— O piuttosto, sentite, compenserò con altrettanto utile il danno che stava per recare al paese: vi pagherò il tradimento tramato in tanta vendetta compita; mi condurrò a Bastia, dove dimostrerò il colpo essere andato fallito per difetto del sicario: mi farò dare altri denari e ve gli manderò: m'ingrazierò presso di loro, ne spierò i segreti e i disegni, e ve ne ragguaglierò ora per ora; m'introdurrò nella cucina del conte di Marboeuf il giorno che metterà tavola agli ufficiali dell'esercito, e gli avvelenerò tutti....

— Sciagurato! proruppe il Paoli col pugno levato come se volesse schiacciargli il capo, e chi ti ha dato il diritto di giudicare così malignamente di me?

— Otto minuti sono passati.

— O Dio! O Dio! non mi lasciate morire...

Il Paoli si tenne a mezzo l'atto: intese a ricomporsi per alcuni momenti; alla fine con voce ferma aggiunse:

— Matteo, voi dovete morire...

— Grazia, per carità! E allora che cosa ci siete venuto a fare?