— Chi è quell'uomo là? — a questo punto scorgendomi domandò il De-Vaux.

— Non dubitare è dei nostri; l'ho preso ai miei stipendi per guida.

— Sta bene, ma mandatelo al diavolo: e poi cotesto furfante sapete voi che aggiunse? Aggiunse: e se la sua faccia non mentisce, mi sembra che mandandolo al diavolo lo abbiate a mandare proprio a casa sua. — Andate via, Bernardo, mi disse allora il Marboeuf, buttate su di un fico cotesta pelle di orso per vestire la divisa di S. M. cristianissima. — Dopo una licenza così inchiodata e ribadita non vedeva verso di potere fermarmi: andai a vestirmi e mi trattenni finchè ieri notte, colto il destro, me ne sono venuto via con armi e bagaglio.

Appena frate Bernardino ebbe chiuso la bocca, che Altobello entrò avvisando un frate domenicano che partito in fretta da Calvi chiedeva conferire col generale:

— Venga il padre domenicano.

Il padre comparve come uomo sgomento: disse mandarlo a furia il suo superiore ad avvertirlo che si vedeva bordeggiare tra il capo di Alga e quello di Spano un'armata francese industriandosi a pigliar terra.

— Grazie in nome della Patria a voi e al vostro superiore; i Francesi lo possono fare; possiedono naviglio e soldati più che bastevoli a questo. Andate a riposare, che morite di stanchezza. Ambrogio, pigliatevi cura di questo degno sacerdote.

— Generale! affacciandosi di su la porta disse Altobello, un altro frate, ma questa volta dei servi di Maria, partito da Ajaccio, fa istanza di essere accolto da voi.

— E parrebbe che questi padri si fossero dati la intesa per confessare e amministrare il viatico e la estrema unzione alla Corsica: entri il servita. — Il servita ammesso alla presenza del generale espose arrivare ratto a chiarirlo come grossa mano di soldati francesi sbarcata ad Ajaccio si fosse sentita dire che rifatte appena le forze del travaglioso viaggio si sarebbe messa in cammino per pigliare i Côrsi alle spalle. Impallidì leggermente a tale annunzio il Paoli e raccomandò anco il servita alle cure di Ambrogio. Appena uscito il frate, il Paoli portando la manca mano su gli occhi esclamò con voce cupa; — Noi non possiamo più vincere...

Padre Bernardino stava lì lì per fargli un rabbuffo, quando venne annunziata una femmina la quale piena di angoscia in vista recava un foglio che dichiarava non volere consegnare in altre mani eccetto quelle del signor generale: facilmente accolta, ella disse averle dato il foglio a Olmeta un soldato, ordinando portasselo a Murato, e avvertisse darlo proprio al Paoli; se nol facesse, guai; i suoi figliuoli e la sua casa pagherebbero per lei; onde la scusasse se per caso avesse fallato. Il generale confortò la povera donna, e donatole alquanto di danaro l'accommiatò; gittato l'occhio, su la carta ebbe a meravigliarsi non poco considerando com'ella fosse straccia e sgualcita; presago in cuore che contenesse cose vituperevoli, la porse al Guelfucci perchè la leggesse; e il segretario con voce che mano a mano procedeva nella lettura si mostrava alterata lesse: — «Sua eccellenza il comandante generale delle forze terrestri e marittime di S. M. cristianissima al capo dei ribelli Côrsi: che S. M. il re avendo comperato dalla serenissima repubblica di Genova l'isola di Corsica per più danari che non vale, e però appartenghiate alla Francia pel sacrosanto diritto di compra e vendita, voi già sapete e non importa che io vi dica: quello che importa che sappiate è che noi siamo cinque volte tanti in maggior numero di voi; misericordia ci consiglia a tenere tuttavia levato il pugno sul vostro capo; approfittatevi del momento per inchinarvi alla bandiera di Francia e meritarvi perdono: vi si concedono due volte ventiquattro ore, le quali trascorse senza ridurvi a consigli migliori, potranno ben cercare, chi ne ha voglia, i tritoli delle vostre ossa, ma non li troveranno.»