A Clemente teneva dietro frate Bernardino come il tuono al baleno. Poemi, storie e racconti vanno pieni di fatti di guerra, sempre ai medesimi colpi seguitano le molteplici forme della morte, tutte terribili, tutte cause di pianto sconosciuto o non curato; però anco in quest'arte (alcuni la dicono scienza) lo ingegno umano ogni giorno supera sè stesso: verranno tempi nei quali due popoli strapperanno il fulmine dal cielo, non al modo di Franklin, bensì per armarsene le mani ed avventarselo contro: allora potranno, se vogliono, sterminarsi in un minuto. Lo faranno essi? La speranza crede di no, ma la esperienza le tentenna il capo dopo le spalle dicendo: — povera folle!
Noi non esporremo i vari casi di questa battaglia: diremo solo che i Côrsi a saltelloni e alla scoperta corsero incontro ai reggimenti francesi; parte per trovarsi più spediti gittarono gli schioppi, avventaronsi contro le baionette, con le mani agguantarono le sciabole; giocarono di stiletto. I Francesi a cagione dell'asperità del terreno non poterono ordinarsi come avrebbero voluto, dacchè possiamo supporre che se fosse loro riuscito mantenere il fuoco, i Côrsi non avrebbero retto.
Frattanto arrivati sopra un po' di piano si strinsero e adoperandovi ogni sforzo rigettarono i Côrsi; i quali tornarono addietro sì, ma come uomo che per islanciarsi con maggior foga piglia campo; i Francesi riguadagnando le alture, fosse accorgimento di guerra o necessità, questa volta si divisero, ed una parte di loro si ritirò a Lento l'altra a Canavaggia; i Côrsi anch'essi si separarono ed inseguendo i nemici mettevano l'orma dov'essi la levavano; questo dicasi dei fuggenti, fra i pertinaci accadevano duelli; dove mancate le armi guerresche, il furore ne ministrava altre inusitate; si finivano a morsi, o a colpi di pietra sul capo; gli aliti fumosi dell'assalito e dello assalitore si confondevano; sentiva l'uno il palpito del petto dell'altro; spesso esalarono ad un tempo l'anima, bocca accostata a bocca. — Misericordia non si domandava nè si concedeva; preghiere non ne furono dette, o se dette, assunsero il suono delle bestemmie; pianti, urli, minaccie, singhiozzi, tutto pigliava un rumore confuso pari al bramito della fiera che dopo lungo digiuno azzanna il carcame. La gente di Francia si giudica perduta imperciocchè ritirandosi su le alture di contro alle terre di Lento e Cavanaggia, munite di arme copiosissime e di uomini decisi a menare le mani da disperati, stretta così fra due fuochi non sembra che abbia più scampo.
Cotesta mossa avventata, comecchè favorita fin qui dalla fortuna, potrebbe partorire inestimabile danno, forse anco la perdita della impresa; ma la può essere sostenuta dalle compagnie côrse le quali fino dall'alba devono avere lasciato il ponte alla Leccia. Si sono elleno mosse? Non si sono mosse, e ciò per colpa del capitano, che, compro con premio presente e speranza di onori futuri, oggimai si era venduto alla Francia. Il nome di costui si conosce e potremmo rammentarlo, ma a noi giova tacerlo; imperciocchè ai traditori dalla loro stessa infamia venga pure qualche fama; e le cose buone sieno rammentate, le triste no. Costui appartenne a stirpe inclita per delitti, per tradimenti e per isventure da un lato, dall'altro per gesti magnanimi e per morte gloriosa; onde meritamente potè dirsi la famiglia degli Atridi di Corsica; però compensando il molto di cattivo col molto di buono, ragione vuole che le siamo cortesi di oblìo; e ciò tanto più che oggimai rimane di lei un vecchio solo, foglia secca di ramo morto; di breve egli cascherà, se a quest'ora non è caduto nelle tenebre eterne, e il suo nome dopo essersi propagato tuttavia per tre generazioni o quattro cesserà dalla memoria nella guisa che sopra il sasso cascato nel mare, poichè si succedono quattro ruote o sei, torna gelida e unita la faccia delle acque.
Paolo Luigi Nasica ufficiale delle compagnie côrse stanziate al ponte alla Laccia, consapevole degli ordini mandati, dal generale, vedendo il sole alto senza che apparisse o desse il segnale della partenza, a ciò sospinto eziandio pei conforti dei più zelanti fra i suoi compagni salì risoluto le scale della casa dov'era albergato, e fattosi alla porta della camera chiese licenza di entrare; la quale venendogli tosto concessa egli entrato disse:
— Signor comandante, voi senza dubbio vi rammentate che giorno sia questo?
— Lo so.
— Oggi forse si decide della libertà della Corsica... forse adesso i Côrsi stretti corpo a corpo co' Francesi combattono l'ultima battaglia.
— Mi sembra molto verosimile.
— Il Generale ci comandò di moversi alla punta del giorno e accorrere al Pontenuovo.