— Quando vide i Bastiesi gremiti intorno alla berlina, ecco il frate scotere arrabbiato il capo, e con voce di bombarda rimproverarli di viltà e disamore per la patria, ributtare loro in faccia la virtù dei padri, chiarirli che a cotesto modo tirando avanti, Dio non gli avrebbe voluti e il diavolo rifiutati: poi, dopo il diluvio, l'arco baleno di tanto dolci e mansuete parole che già co' singhiozzi e co' fremiti la gente cominciava a dare certissimi segni di vicina tempesta: onde e' fu mestieri levarlo di su la gogna, diventata cattedra di libertà, e ricondurlo in trionfo alla prigione, dalla quale lo avevano cavato fuora per buttarlo in balìa della infamia.
— Ed ora come si trovi qui?
— Volete che io glielo domandi?
— Dacchè parmi entrare nel paese degl'incanti, fate. Il giovane andò con presti passi alla volta del frate, che, fattasi notte buia, ormai si disponeva a rientrare sotto coperta, e, presagli la mano, disse:
— Padre Bernardino, prima di andarvene non mi permetterete ch'io vi baci la mano?
— Quale siete voi?
— Uno che da zittello ve la baciò delle volte più di mille.
— Figliuolo, non ti riconosco; e per la faccia, sebbene gli occhi non mi dicano più il vero, pazienza! chè fa buio; ma nè anco alla voce.
— Eppure giuoco il cuore contro una ghiaia, che voi non avete dimenticato Altobello di Alando.
— E tu non lo avresti mica perduto il tuo cuore, caro, caro figliuolo. Un bacio... to' un bacio... un altro ancora... o caro... caro!....