Gittandosi giù dal calesse, il signor Giacomo con voce burbera interrogò:
— E devo pagarvi?
— Ma!.... due scudi fu il patto, e la buona mano, se le piace.
Queste parole pel modo, col quale vennero pronunziate, avrebbero fornito agli studiosi dell'arte musicale subietto stupendo ad ammirare, perchè dai suoni risentiti scesero giù giù per una scala semitonata ad una specie di bisbiglio; e questo in virtù del diritto che, fatta la prima parte, lasciava luogo alla speranza, la quale pareva persuasa che essendo fuori a quell'ora, non poteva buscare altro che acqua.
— Bene; ecco i due scudi. Buona mano ch'è?
— Diavolo! Oh! che? non ha mai viaggiato vostra signoria? oh! che? ci è ella piovuto dalle nuvole in Italia? La buona mano, a ragionarvi su, propriamente vuol dire la mancia che i viaggiatori, quando si trovano serviti bene, donano al vetturino oltre il fissato.
— Quando si trovano serviti bene: ma io mi trovo servito male, dunque non vi do nulla.
— Capisco che buon viaggio non fu di certo il suo — e così dicendo gli levava la valigia di cassetta — ma ci ho colpa io? Me ne rimetto alla sua coscienza.
— E poi la vostra definizione della mancia è mal fatta.
— Quanto a questo poi, io me ne ho da intendere più di lei.