— Vi dico che manca; e manca questo: denaro al vetturino oltre al fissato, perchè vada ad ubbriacarsi all'osteria e bastoni poi la moglie e i figliuoli.

— È vero, — rispose il vetturino abbassando il capo.

— Bene, dunque portate in pace se non vi do nulla; perchè temo che Dio mi domanderebbe conto di avere dato causa col mio denaro a degradare la creatura: la creatura, capite, dove Dio impresse la sua santa immagine, ch'ella si affatica tutto giorno a cancellare sostituendovi quella della bestia; anzi no, perchè le bestie non si ubbriacano. Dite: avete mai visto per le strade cani, cavalli od asini briachi?

Il vetturino, finito questo acquazzone di parole acerbe, rispose ingenuo:

— No, signore, io non ce gli ho visti, ma io aveva creduto in coscienza potere omettere la sua giunta, perchè all'osteria non vado mai.

— Bene.

— E nè manco bevo vino.

— Benissimo.

— Non tanto come la si figura lei; ma che vuole? Bisogna stenderci quando il lenzuolo è lungo: che ho moglie e figliuoli, e quello che guadagno col padrone basta per pagare il fitto e pel pane; con le buone mani si rimedia al resto.

— Avete moglie? avete figliuoli? non andate all'osteria? non bevete vino? Oh! allora è diverso. Perchè non me lo avete detto avanti? Potevatelo dirmelo prima, chè mi avreste risparmiato la mala azione d'ingiurarvi a torto. Vi domando perdono: ecco la buona mano, e il Signore vi dia la buona notte.