Lella trattenne il fiato, e vide cotesto uomo che, scavato un buco fra i rottami e piantatavi la croce, la fissò diritta. (pag. 403)
Il cappellano e i manenti, vedendo da lontano comparire il popolo, gli andarono incontro col Cristo grande e coi lampioni: intanto la madre si era messa a sedere in terra con la manca sulla sponda della cassa facendo l'atto di cullare, e con la destra armata di bacchio allontanava lo stormo dei corvi di già scesi all'odore del morto, i quali con istupenda insistenza secondo la natura loro improntamente ritornavano per beccare. Ben doveva essere crudele chi non piangeva contemplando così stranamente riprodotto lo spettacolo della madre, che dimena su gli arcioni il letticciuolo del suo pargolo e veglia a studio che non lo molestino le mosche. E non poteva cadere dubbio che in quel punto simile fantasia occupasse la mente della derelitta, conciossiachè con la solita cantilena idonea a conciliare il sonno, ella cantasse la nanna famosa composta nel dialetto della provincia di Coscione:
Nelli monti di Cuscioni
V'era nata una zitedra
E la sò cara mammoni[40]
Li faceva l'annannaredra
E quand'ella l'annannava
Stu talentu[41] li pregava.