— E chi può averlo ammazzato sospettano?

— Tengono per fermo, che i suoi compagni inaspriti per essersi veduti abbandonati da lui lo abbiano raggiunto; e' pare che sien venuti a parole, dopo a fatti; e Altobello sia rimasto soverchiato dal numero non senza difesa nè senza vendetta...

— E come mai?

— A giudicarne dalla pozza del sangue sparso lì intorno troppo più copioso, che se fosse di un individuo solo, e da una ciocca di capelli strappati che gli trovarono fra le dita aggranchite.

— Oh! esclamò Francesca Domenica, e quasi un baleno di contentezza le illuminò il viso, poi senza aggiungere parola aperse furiosa la porta di casa, e fuggì via. Il piovano ed il dottore le trassero dietro con tardi passi, intantochè l'uno diceva all'altro: — Ahimè! Ahimè? povera signora, ho paura che la vampa dell'angoscia le abbia incenerito il cuore...

— E dubito anche il cervello, piovano mio...

— Oh! che sciagura, che grande sciagura!

Il popolo avvisato del caso, un po' per compassione, molto per curiosità, faceva gomitolo ingrossandosi alle spalle dei due desolati; i parenti così donne come uomini dell'amplissima famiglia Alando tanto non furono trattenuti dalla speranza o dal timore della nuova dominazione, che si restassero in cotesto caso supremo dagli uffici consacrati dal costume e resi più religiosi adesso, che con la morte di Altobello veniva a spegnersi l'ultimo fiato dell'inclita casa Alando.

La madre arrivò sul luogo dell'omicidio, e vi rinvenne il cappellano e parecchi dei manenti, i quali avevano messo insieme in fretta la cassa con alcune tavole sottili, e quivi dentro riposte le infelici reliquie dello ammazzato, poi chiuse col coperchio dipinto per tutta la lunghezza di una croce nera senza però conficcarlo; ciò compito, senza far caso della brezza gelata si erano messi col capo scoperto in ginocchioni intorno la cassa a pregare.

Arrivò la madre, e fece volare il coperchio, chinandosi giù genuflessa sul cadavere. Signore! Egli era spettacolo da rompere ogni altro cuore non che quello della madre: almeno alla madre di Cristo resero il corpo del figliolo intero, certo forato nei piedi e nelle mani, con la lanciata nelle costole; certo con la persona livida per truce flagellazione, e le tempia e la fronte lacere dalla corona di spine; certo con le labbra nere per l'ultima bevanda di aceto e fiele, ma pure intero: ora quale Francesca Domenica rivedeva la carne sua! e' sembra gli avessero sparato un trombone a bruciapelo nella testa, imperciocchè tutta la parte superiore della faccia era sparita; nell'angolo destro al sommo della cassa si vedevano con raccapriccio ammonticchiati i frammenti di ossi, i brani delle carni e del cervello raccolti sul terreno; traverso la bocca che conservava appena tre o quattro denti si vedeva l'aria; innumerevoli gli sdruci e le ferite per tutta la persona: su le mammelle come nelle altre parti più carnose del corpo si mirava, barbarissimo strazio! la impronta delle bullette delle scarpe di chi lo aveva calpestato; però fra le dita avevano insinuato un crocifisso senza però levarci la ciocca dei capelli, quasi testimonianza che la religione e la vendetta fossero due affetti del pari sacri pei Côrsi.