— Una... una...

Il dottore proruppe in uno scoppio di pianto; la Francesca Domenica con faccia fosca compì la frase.

— Una grande sciagura. Poi si mise l'indice della manca su traverso le labbra e con la destra indicando la stanza dove giaceva la inferma, disse:

— Zitto! Andiamo altrove; cotesta desolata se vi sentisse rimarrebbe sul colpo.

Scesero nella camera terrena dove un po' il piovano, un po' il dottore la ragguagliarono come in prossimità del procoio di santa Colomba, appunto su la strada, che rasenta la Restonica, dov'è la cappella della Immacolata lì a piè del cipresso a mancina avessero trovato ucciso il suo figliuolo Altobello; la giustizia recatasi su i luoghi dopo avergli rinvenuto addosso il suo passaporto, il congedo amplissimo della repubblica di Venezia, con altre più carte assai, ed una lettera scritta da lei sua madre con la quale lo confortava a lasciare la compagnia dei banditi sconveniente al suo lignaggio, si tenesse nascosto per qualche giorno al procoio, ch'ella con la parentela avrebbe adoperato in modo che S. M. cristianissima lo avesse pigliato in grazia; e di questo nutrire buona speranza: dove mai fosse rimasta delusa, gli avrebbe procurato modo di riparare in Toscana, ovvero tornarsene a Venezia dov'egli avrebbe condotto vita più onorata, e certo poi più tranquilla.

Francesca Domenica lasciava dire, e metteva a un punto maraviglia e spavento nei suoi visitatori la terribile calma di lei; i quali affetti crebbero in loro quando di repente gl'interrogò:

— E gli hanno dato molte ferite?

— Eh! parecchie, a quello che ne dicono.

— Mortali tutte?

— Ma!... a quanto pare orribili!