— O santissima Vergine, va, che io ho messo in buone mani i miei negozii!
— Sentite signora, noi abbiamo fatto già da parecchio tempo giuramento nelle mani del curato di Guagno dinanzi all'ostia consacrata di non parlare mai d'esilio, bensì qui fermarci, e spendere l'ultima stilla di sangue per la nostra patria.
— Signore! Signore! esclamò angosciosa Francesca Domenica levando le braccia al cielo: dunque non ci è verso di farlo ricredere?
— Siete côrsa e madre di Altobello; voi avreste a saperlo più di me.
— Avete ragione; andate a riposare, ci parleremo dopo.
Rimasta sola la madre côrsa meditava:
— S'egli possedesse un trono non lo vorrei partecipare con lui, ma la sua miseria non voglio partecipare con altri; sono vecchia, che importa? Amore di madre non conta gli anni. Imperversano i venti ghiacciati, nevi e grandine quasi ogni dì si rovesciano sopra la terra; speriamo che Dio vorrà intepidire il gelo e rasserenare il tempo alla povera madre: e dove il mio Creatore non credesse nella sua misericordia esaudirmi, io vorrei sapere in che consisterebbe il merito se andasse separato dal sacrifizio? Chi ha dato la vita all'uomo può solo senza paura, senza fastidio, anzi con gioia, affrontare la morte per lui; anche la sposa... sì, lo può... ma in caso supremo... due volte o tre... ed anco quattro o sei... poi se non si spenge rallenta... unico lo amore di madre si nudrisce di affanni... e più avvampa quanto più soffre... la moglie può pretendere al titolo di regina dello amore; quella di regina del dolore appartiene alla madre. E a chi mai la madre confiderebbe la cura di alimentare il figliuolo? Ai servi di casa? Poniamo, che per reverenza e per affetto ci si adattassero, ma essi hanno mogli, o figli, o padri, o madri e per portare il cibo al mio figliuolo correrebbero rischio di perdere la vita, e con essa ridurre alla disperazione tutta la loro famiglia; mentre io non corro un rischio al mondo; perchè quale nato da donna vorrà condannare a morte la madre la quale continua a esercitare il compito impostole dalla natura di nudrire la sua prole? Ed anco si trovasse questo servo fedele... chi mi assicura che durerà sempre così? Quante ansietà! Quanti sospetti! Tanto varrebbe ripormi in seno un nido di scorpioni... Ahimè! L'oro di Francia si è cacciato in mezzo ai cuori di fratello e di fratello, anzi di padre e di figliuolo e gli ha divisi, qual parte di Corsica si è conservata sana dall'influsso di questa maledetta febbre gialla? Maria santissima, tu fosti madre, tu conosci a prova tutti i dolori del cuore materno, nelle tua braccia si commette una madre desolata e non ti dice di più.
Ferrante dopo breve riposo si mostrò sollecito a partire; la Francesca Domenica oltre alla vittovaglia, gli consegnò un involto di carte dov'ella gli disse che aveva distintamente descritto quello che era da farsi; ne raccomandasse la esecuzione al suo figliuolo punto per punto, tornasse senza far capo alla casa, e si volgesse alla tomba degli Alando; avrebbe trovato la chiave del cancello in una fessura del muro accanto all'arpione destro da basso; entrato nella tomba aprisse la cappella con la chiave, che ella deporrebbe su l'architrave della porticciola, e colà troverebbe di che provvedersi; pel caso poi ch'egli per qualsivoglia accidente non fosse potuto venire, ella fu cauta di farsi insegnare da Ferrante ogni sentiero da lui fino a quel momento esplorato che conduceva in vetta ai colli; nè si rimase contenta alle semplici parole, che volle averne un po' di disegno sopra un foglio, il quale indicasse alla distesa ogni sasso e ogni arbusto, affinchè non si smarrisse; anzi per maggiore sicurezza, sopra i tragetti noti egli avrebbe avuto pensiero di porre di tratto in tratto mucchi di quattro pietre a mo' di calvario, su l'ignoti non avrebbe trovato verun segnale.
La vigilia di Natale, che fu giorno frigido e coperto, sicchè i Côrsi per lo insolito rigore della stagione se ne stavano rannicchiati intorno al focolare, poco prima che sonasse l'Angelus il piovano di santa Divota si recò a visitare Francesca Domenica. In casa sua, chè piissima donna fu all'usanza di quei tempi, epperò amica della gente ecclesiastica; convenivano parecchi preti, onde non ci era da maravigliarsi se ci si facesse vedere anco il piovano di santa Divota; però bisogna dire ch'egli ci usava di rado, in ispecie a cotesta ora. Tuttavolta Francesca Domenica lo accolse con la consueta reverenza, e quegli le domandò della nuora, e come stesse e quanta speranza ci fosse di rivederla sana, dalla risposta dell'Alando, che la infermità le pareva pur troppo grave, ed ogni giorno andava di male in peggio, sicchè se Dio non ci metteva le sue benedette mani, dei rimedii terreni ormai era disperata, il piovano prese argomento di deplorare questa nostra vita caduca; e dirla, come veramente ella è; un singhiozzo convulso tra la culla e la tomba; aggiunse che anche tra i pagani ebbe fede la sentenza che il Cielo ama chi libera presto dalle tribolazioni di questa vita; e lo stesso cristianesimo averla trovata tanto vera che la confermò tra gli articoli di fede. Felice chi muore presto! I nostri occhi di carne, che non hanno virtù d'infatuarsi piangono spesso come sventura ciò che Dio nella infinita sua bontà c'invia come grazia espressa. Insomma, il buon prete girava largo dal cantone; si vedeva chiaro che ad una conchiusione egli voleva venire, ma non trovava la via, e il filo gli si allungava fra le mani: ad ora ad ora volgeva il capo alla porta di casa come persona che abbia nel pigliare una impresa fatto capitale sopra il soccorso altrui e non lo veda arrivare; finalmente venne nella persona del medico di casa: povero soccorso in verità, perchè appariva chiaro, ch'ei si era rasciutto le lacrime, alle quali altre n'erano successe pronte a sgorgare, ma la compagnia dà coraggio, e il priore forse per la millesima volta allora chiuse l'argomento aggiungendo: — veri cristiani dinanzi alle disgrazie dovere imitare le vergini della scrittura che aspettavano lo sposo celeste con la lucerna accesa, e in fondo in fondo bisogna capacitarci che quando ci capita addosso qualche malanno ci guadagniamo un tanto, e più grosso ch'egli è, meglio che mai: — però non era da dubitarsi che la signora Francesca Domenica, persona tanto pia... tanto religiosa non fosse per ricevere con rassegnazione...
— Che mai?