Che cosa è mai il tempo per coloro, che lo vorrebbero spento? E questi sono di due maniere enti; o i troppo felici o i troppo miseri; ai primi qualunque durata pare meno di un baleno, ai secondi rincrescono i minuti come la eternità; Altobello e Francesca Domenica per doppia cagione potevano avere smarrito la misura, ma in quel momento si sentivano felici. Ferrante fu quegli che, osservando declinare il giorno, si attentò mettersi fra mezzo a quei santi affetti, e ricondurre le anime immemori ai tristissimi uffici della vita, e:
— Signora, diceva, la luce presto vien meno sul fianco orientale della montagna, e voi correte risico di restare quassù.
Francesca Domenica di tanto non potè tenersi, che non facesse spalluccie. Altobello, il quale conobbe tosto quella non essere la via per venire a conclusione con sua madre, soggiunse:
— Mamma, osservate, che voi siete l'unico legame, che ci unisca al mondo; se voi aveste a restare chiusa qui con noi, voi perdereste la vita, e questo non vi importerebbe gran fatto, ma con la vostra perdereste anco quella di questi valorosi giovani... ed anco la mia.
— Tu parli da quel savio figliuolo che fosti sempre, Altobello; affrettiamoci, via; accompagnami fin qua oltre che la via non è troppo dirotta, e ragioneremo scendendo.
Fu allora, che Altobello pose mente al nuovo sentiero donde erano venuti la madre e Ferrante, e maravigliando interrogò perchè avessero tenuto cotesta inusitata via per salire, e perchè trascurassero la vecchia per discendere: saputane la cagione, osservò non parergli cosa da farne caso, anzi ci spese sopra un motteggio, o due; e tuttociò per non apportare giunta di angoscia alla madre, mentre in fondo dell'animo vedeva con terrore stringersi il cerchio come quello in cui viene preso lo scorpione, al quale non avanza altro scampo che uccidersi per non restare ucciso. La madre interrogata da lui intorno a Serena, e che facesse, e come si portasse, e se la infermità le dava tregua, a sua posta con pietosa menzogna lo accertava non andare di peggio, correre per le malattie di petto la stagione, oltre l'usato rigida, veramente dannosa, pure aversi a sperare che presto rimetterebbe della sua asprezza; certo la povera Serena al primo alito di primavera si sentirebbe ricreata; intanto ella pensare sempre a lui; da mattina a sera non rifinire mai raccommandarlo alla beata Vergine, a Dio e a tutti i suoi Santi; ed anco a raccomandarsi a lui affinchè non si cimentasse senza necessità; per ora stesse quieto; quando finirebbero mai cotanti affanni? E ancora io, ti supplico come sorella in Gesù Cristo, e come madre ti comando a non esporti. A questo pensa, che tu ti metterai a pericolo di vita forse una volta in capo al mese e noi ti ci tremiamo dieci volte all'ora; pensa che nell'ardore del combattimento tu non puoi e tu non devi ricordarti di noi, ma noi non cessiamo un minuto di averti dinanzi gli occhi.
Così di parole in parole scesero su la parte avanzata, che faceva risega alla montagna dove stavano appoggiate le teste degli arbori. Altobello non s'immaginando nè pure per ombra che sua madre avesse quinci a passare, esplorava attorno come procedesse la via: quando seppe non presentarsene altra eccetto quella del fiero ponte si volse alla madre per impedirle con preghiera il passo, ed esperto della ferrea volontà della madre sua, disposto ad usarci anco la forza; ma non fu a tempo perchè Francesca Domenica già ci avea messo sopra il piede; allora egli si chiuse gli occhi per non vedere; quando gli riaperse avvisò la madre in salvo dall'altro lato che gli mandava saluti col cenno della mano; subito dopo disparve nelle ombre del crepuscolo che moriva.
I proscritti tornavano taciturni alla grotta; tanto gustarono di cibo e bevvero vino, quanto bastava a mantenerli in vita; quasi per tacito accordo cotesta sera non alterarono ragionamenti; mesti, scorati giacquero su la massa di foglie, che serviva loro di letto, e come poterono meglio si schermirono dal freddo con le pelli di capra; fingevano dormire, ma la vigilia dell'uno si palesava all'altro col frequente crosciare delle foglie peste dallo spesso dare di volte sull'uno e l'altro fianco ch'essi facevano, con gli sbadigli convulsi, ed anco con qualche gemito comecchè soffocato.
Alla dimani poi seduti sopra i loro giacigli tennero parlamento; molti e varii i pareri e concludenti poco come accade nelle estreme angustie; piacque su le altre la opinione di Ugo della Croce, la quale fu, non aversi punto a credere che la guardia della costiera dovesse durare; cotesta essere una scorriera passeggera del provinciale, se già a quell'ora non era cessata; parergli impossibile che i soldati lungamente si trattenessero costà, massime nella perversa stagione, molto meno volessero stanziarvisi, privi di asilo per ripararsi dalle intemperie; e questa opinione piacque non mica perchè fosse più giudiziosa delle altre che furono emesse, ma perchè meglio delle altre garbava, chè l'uomo comunque sagace è fatto così, e di colta crede sempre a tutto ciò, che più lo lusinga, o che l'offende meno. Così anco in mezzo alla procella un raggio di sole trova la via tra nuvolo e nuvolo per dare agli uomini speranza, che cotesto scompiglio della natura cesserà presto; ma come quel raggio in breve si dilegua così disparve da cotesti cuori la fiducia ricadendo nel buio della disperazione. Tuttavolta statuirono che Ugo sarebbe andato a specolare se il suo presagio rispondeva al vero, e Ferrante per la nuova strada a vedere se da cotesta parte fosse rimasto sgombro il passo. Ugo tornò fedele come la colomba dell'arca, ma non portava come lei fronda di olivo; contro la sua previsione i soldati del provinciale avevano preso stanza a piè della salita, e fabbricataci una capanna per dimorarci la notte. Ferrante venne più tardi, ma non recò migliori novelle; egli si era arrisicato fino alle case dei montanari, e mentre si avvisava penetrare dentro la più appariscente, averla con somma meraviglia rinvenuta aperta cioè senza traverso alla porta, perchè su i monti le case non abbisognavano a quei tempi serrame più solido di un segno qualunque, che attestasse la volontà del padrone, che nessuno s'introducesse in casa sua; non dimanco entrato egli scorse un uomo in atto di rovistare: temendo di essere scoperto, senza punto pensarci si trovò ad avere inarcato il moschetto pigliando di mira il malcapitato montanaro: quegli però non mostrando cenno alcuno di viltà avergli detto: — giovane, non fa caso, alzate su lo schioppo che io non fui mai traditore, nè incomincierò adesso. Alla voce sicura, alla sembianza onesta essersi arreso, e quegli, cavato di seno l'abitino della Madonna, averlo scucito e trattone fuori una cartuccia gliela porse dicendo «Sapete leggere?» ed egli lesse così: «Noi Pasquale Paoli, generale del regno di Corsica, facciamo fede come Asone di Tavera meriti la riconoscenza della Patria e la riverenza di tutti i buoni patriotti; nelle condizioni in cui ci versiamo non ci è dato, oltre questa, largirgli altra ricompensa: ella basterà al suo cuore generoso, non basta all'obbligo mio e alla gratitudine dei suoi concittadini. Vivario, 10 giugno 1769. Pasquale Paoli.» Dopo ciò, deposto ogni ritegno Ferrante avergli aperto lo stato suo e dei compagni, e quegli così averlo ammonito: — figliuolo mio, la è una matassa arruffata; credete, il meglio sarebbe seguitare il consiglio della signora Alando, recarvi a San Bonifazio cogliendo il tempo opportuno, e ripararvi in Sardegna; ma, poichè mi dite questo esservi tolto dalla religione del giuramento, io vo' che sappiate aspettarvi sicurissima prigionia e morte, se mai vi attentaste avventurarvi verso Corte: piena dei soldati del provinciale la campagna; veruna capanna, verun casolare senza micheletti o spie: ogni viandante sottoposto a sottili indagini; a lui pastore, tornato a casa a pigliare certo danaro sepolto per comperare bestiame, che, stante la rea stagione, molti del piano gli offerivano a grato prezzo, non essere stato concesso arrivare fin là senza passaporto e mallevaria di due notabili bastiesi, senza andare soggetto a quattro visite lungo il cammino. Ferrante allora, interrogato Asone se, tornando in Casinca, piglierebbe per Corte, e quegli rispostogli di sì, averlo pregato di porgere avviso di tutto l'accaduto alla signora Alando, e quegli avergli promesso; di più sarebbe andato in cerca per quei luoghi di castagne, e, se gli venisse fatto raccoglierne, le avria portate in casa, dove Ferrante a bello agio poteva andarle a trovare.
Asone mantenne la promessa, portò circa un sacco di castagne in casa sua, e passando da Corte, tentò fare l'ambasciata alla signora Alando; visitarla non gli pareva ben fatto, e poi non gli sarebbe ad ogni modo riuscito; allora prese lingua del confessore della Francesca Domenica, e, conducendosi da quello, sotto pretesto di confessione lo supplicò ragguagliasse la signora Alando di quanto concerneva il suo figliuolo: poi l'uomo dabbene andò pei fatti suoi, ed il Pievano adempì anch'egli il carico preso.