La ragione, per la quale il pastore da Tavera non si era attentato visitare la madre di Altobello, fu questa, che il governo ormai deciso di sterminare il seme dei banditi, ordinò si sostenessero i parenti più prossimi di quelli, e ai più lontani, come pure gli amici, si minacciassero asprissime pene, caso mai ardissero provvederli di vettovaglia; sperando in questa maniera gli avrebbe spenti la fame. Francesca Domenica, compassionando altrui, sè confidava immune da cotesto bando, ma non accadde così, imperciocchè, o cominciasse a sospettarsi la verità della morte del suo figliuolo, o quale altra ne fosse la causa, comecchè ritenerla prigioniera non si attentassero, pure le misero sentinella alla porta, con ordine di vigilarla dovunque avesse indirizzato il passo, e pigliare nota di quanti la visitassero; onde, se togli il pievano e il dottore, gli altri tutti, per paura di perdere, o di non acquistare, si rimasero da frequentarla.

Dopo la partenza di Francesca Domenica, una maniera di smania febbrile invase i nostri proscritti, e li condusse a rifrugare tutte le latebre della costiera per vedere se, oltre le due conosciute, offerisse qualche altra via di scampo; ci si affaticarono attorno per più di un dì, aggrappandosi ai rocchi con le mani, ovvero calandosi agguantati a qualche fune, e sempre invano, perchè di botto si parava loro davanti uno scoscio formidabile tagliato a perpendicolo, dove le corde non bastavano, ovvero una seguenza di scogli appuntati e taglienti, dove avrebbero lasciato a frusto a frusto la carne e le ossa senza venirne in fondo. Allora, cadendo la febbre, prese a impossessarsi di quei meschini una tristezza grave, infinita, che in breve doveva condurli ad amare la morte come l'amica più fedele della loro vita.

Primo a cascare sotto il peso del tedio fu Rutilio Serpentini, che ricercato il giorno appresso a levarsi dal suo giaciglio di foglie di castagno, rispose:

— Non mi annoiate, mi sento le membra e l'anima stanche.

Coteste parole erano profferite con voce pacata, e pure contenevano in sè tanta preghiera e sconforto e minaccia, che i compagni ne rimasero scossi; e lasciaronlo stare; ciò poi accadeva perchè con echi simili tutto il loro ente ripeteva cotesto grido. Uscirono i quattro più perseveranti e spesero il giorno come gli altri; la notte passarono vigili e non pertanto silenziosi: quando un poco di raggio si fu messo, non senza sforzo, sorto in piedi Altobello, disse agli altri:

— Andiamo.

Ferrante, appuntellandosi sul gomito ed aiutandosi con le mani, giunse a mettersi diritto, non così gli altri tre, e Ugo della Croce ponendosi ambedue le mani sotto il capo, e le gambe tenendo rannicchiate una soprammessa all'altra, sbarrata la bocca a lungo sbadiglio, disse:

— Io vo' dormire.

Romano da Colle, scosso più volte, non rispose nè meno.

Come il vento trasporta i semi da una pianta all'altra, così la inerzia del Serpentini durante la notte si era appiccata ad Ugo della Croce ed a Romano, nei quali avendo rinvenuto il terreno disposto vi aveva prodotto germogli e frutti. I due rimasti si strinsero le spalle e uscirono soli; perchè? Ritentare le cose disperate è supplizio che si legge imposto nello inferno ai perduti; si consigliarono pertanto scendere il monte per la via ultima scoperta e spiare se ci fosse modo alcuno allo scampo. Il ponte, che prima mise spavento ad Altobello, ormai per frequenza ei non curava; quando non fosse stato così, ei si sentiva tale da non reputare sventura precipitarsi di sotto. Pervenuti al lembo del bosco si divisero, pigliando questi da un lato e quegli dall'altro, dopo molto errare si riunivano, e ricalcando la sera avviliti la strada, quasi sempre si ripetevano le medesime novelle: avere scorto la campagna gremita di picchetti, parte fermi in case o capanne, e parte in giro; ora si erano potuti sottrarre alle costoro esplorazioni celati dietro il fusto di un larice girando via via che i micheletti procedevano, ed ora rannicchiandosi dietro un sasso: tale altra dovevano lo scampo all'essersi ficcati sotto la neve: impossibile pertanto pareva loro scivolare da cotesta catena; si sentivano presi non come uccelli in gabbia, bensì come belve nei parchi, e destinati a cadere inevitabilmente sotto i colpi del carnefice: di fatti, con quale speranza, sfuggiti dal primo picchetto, avrebbero evitato il terzo ed il quarto? Come traversare inavvertiti tanto spazio di via? Come senza sospetto entrare e stare nelle terre? Almeno possedessero qualche panno da travestirsi, ci era da correre il rischio! ma non avevano altra veste eccetto i cenci che portavano addosso, e la cappa nera, uguale a quella che usò per lo addietro Francesca Domenica, ormai nota e presa appunto di mira: non ci pensiamo più: abbiamo lottato quanto a forza umana era concesso: contro il destino non vale dare il cozzo; e nè noi sortimmo dalla natura nervi di ferro, nè Dio ci dotò della sua potenza per poterlo vincere.