Che mai aveva veduto Altobello? La cara immagine materna circondata dalle vampe del fulmine, tra le schegge della rupe percossa, che si spandevano all'aria come falde di neve infiammata; e l'aveva vista prima cadere in ginocchio poi rovesciarsi col capo in dietro e le braccia aperte ad implorare dal cielo un soccorso, che non poteva ormai più sperare dagli uomini. Il suo pensiero più veloce del baleno avvertì, che forse l'apparizione non era di persona viva, sibbene l'anima della madre, che, passata all'altra vita per subito infortunio, veniva a visitarlo; poteva anche supporre che fosse errore della sua fantasia, come poco prima aveva notato a Ferrante; ma quanto l'uomo è corrivo ad accogliere difetto in altrui, tanto è restio a confessarlo per sè: quindi o quella che gli compariva davanti fosse sua madre viva, o l'anima di lei defunta, si sentì rimescolato dalle ugna dei piedi fino alla punta dei capelli.
— Mamma! Mamma!... siete qui!
— Sono qui...
— Viva...?
— Sì, per la grazia di Dio; ma dammi aiuto... che non so se intera...
— Dove?
— Qua... per di qua... vieni diritto alla voce...
— Oh! vi ho vista... allungate la mano...
— Non ci arrivo...
— Guardate di alzarvi un po' voi... io non posso di più staccarmi dalla roccia... l'agguanto con due dita...