Male possiamo supporre quello che il padre Bernardino avrebbe risposto, caso mai avesse sentito cotesto strano complimento: fatto sta che, preoccupato dall'Alando, non ci pose avvertenza.
— Oh! che credevi? — soggiungeva il frate favellando con Altobello, — che il tempo speso a imparare a leggere e a scrivere me lo fossi giocato a tarocchi, io? E poi quando si butta giù quello che scoppia di qua dentro (e il frate si picchiava il petto da rompersi una costola) e si fa sempre presto e sempre bene.
— Benedetti quel cuore e quelle mani! Dunque posso smettere di recitarvi la lettera, poichè l'avete scritta voi?
— O che tu smetta o che tu prosegua per me la è tutta una.
— Non così per me, salvo vostro onore: e se nulla impedisce, vorrei pregare il signore Alando ad essermi cortese perchè continuasse....
— Ripiglierò la lettera, e, là dove sbagli, voi, padre Bernardino, mi verrete correggendo. Dopo avere discorso degli apparecchi formidabili del re di Francia, dei bandi rigorosissimi contro qualunque Côrso si attentasse in qualsivoglia maniera sovvenire alla patria, e delle pratiche fatte presso le corti di Europa per metterci al bando dei popoli cristiani, quasi nella sua superba viltà disperasse con ventisei milioni di uomini venire a capo di duecentoventimila, prorompeva in questi lamenti: «Noi siamo considerati dai principi bersaglio degli uomini. Fu lecito ai legni genovesi, ancorchè neutrali, somministrare nelle recenti guerre munizioni a Tolone, nella Sicilia, in Catalogna ed altrove: fu generoso noleggio ed onesto guadagno traghettare nel 1358 settantamila infedeli in Grecia per la profanazione di cotesto popolo cristiano, aprire il varco ai maomettani nella Europa con tanta iattura dello impero di Oriente, a scapito della fede cattolica; ma che adesso drizzi taluno la prua verso la Corsica a causa di mercatura, si reputa fellone e sacrilego; la sostanza rapinasi, il corpo apprendesi. Cristiani siamo e combattiamo giustissima guerra e d'incolpevole difesa: onde chiunque sovvenga noi meschini non può temere le scomuniche della bolla in cœna Domini, e vive sicuro di non offendere le santissime leggi del giusto e dell'onesto, anzi è certo del contrario, essendo stato sempre atto di misericordia soccorrere gli oppressi. Ora voi vedete, fratelli, quanti mali ne circondano: guardivi Dio dalla vergogna di starvene spettatori da lontano: non consentite che tanta ignominia si aggravi sul vostro capo: vi prenda rossore di chiedere nuove degli avvenimenti di Corsica con le mani alla cintola lontani, come se si trattasse di paese forestiero, di cui la curiosità sola vi muova a sapere le notizie. Venite, venite alla fatica e alla guerra, chè col sudore e col sangue o vinceremo o moriremo da forti: si moriemur enim, non moriemur inulti. Con amarezza inestimabile l'anima nostra trascorre a considerare come non anco vi punga il rimorso per avere tardato ad accorrere in sostegno della patria cadente, e come patiste aspettare le nostre grida di angustia. E voi pure, sacerdoti, ecclesiastici paesani, chiamiamo a ridurvi, senza mettere tempo framezzo, a casa vostra, non mica per combattere, chè le armi vostre sono le orazioni e le lacrime, bensì perchè, vedendo da vicino le battiture di questo povero popolo, possiate con più ardore pregare Dio, con maggiore pietà benedire gli estremi aneliti delle vite nostre[9]...»
— Fa punto, figliuolo, e avverti che questo io ci misi così per mettercelo; chè credo Dio ascoltare bene e meglio la preghiera di ogni creatura si rivolga a lui senza mestiero di frati. E' s'intendeva sottinteso fra me che scriveva e quelli che leggevano, come dovessero venire a menare santamente le mani...
— Bene! io mi congratulo infinitamente con voi, signor frate; voi siete un degno gentiluomo in verità.
— Eh! no, signore, io sono nato pastore...
— All'ora è diverso...