— Niente affatto, la è tutta una, mi pare.
Ma Altobello, per troncare ogni quistione molesta, riprese: — Rinunziate forse, padre Bernardino, a sentire la fine dal mio racconto?
— Al contrario; di' presto.
— Orbe': giunto al punto in cui mi avete interrotto voi, mi interruppe anche lo zio domandando; «Ecci altro?» Ed io: «Ecci l'augurio che l'arcangiolo Raffaello accompagni ognuno per la via caso mai che muova per la Corsica: la firma dei Nove, del Supremo Consiglio, quella del generale Paoli e per ultimo il sigillo del regno e la firma del gran cancelliere Massesi». «E finisce affatto?» interrogava egli ansiosamente. «No, in fondo io leggo: volta». «Volta dunque e vedi». «Ecci un'altra lettera». «Firmata?» «Sì, firmata aspettate... dal Paoli». «Be', riprese serenandosi, leggi piano e distinto». «Caro Lucantonio...» «Dice proprio: caro Lucantonio?» «Ecco qui se volete vedere...» «Non importa, tira innanzi». «Sambucuccio di Alando fu padre della côrsa libertà: voi suo nipote potete patire che casa vostra sia ridotta in servitù? I Côrsi furono venduti come pecore, ma i Côrsi hanno deliberato difendersi come leoni, imperciocchè sebbene io non la faccia facile, pure adoperando virtuosamente le mani ci ha caso di vincere, e allora oltre la salute della patria verremo ad acquistare bellissima fama; o saremo soprafatti, e i nemici impareranno a rispettare i superstiti dal valore dei morti superati dal numero non dal valore, ed anco in questa guisa gioveranno alla patria. I popoli côrsi, memori di Sambucuccio, domandarono: È spenta la stirpe degli Alando? Essendosi fatti a visitare le tombe di casa vostra, non hanno trovato alcuno sepolto con lo scudo ai piedi; e allora domandarono da capo: Dove vivono gli eredi? Mentre la patria ha bisogno di difesa a che vi state in Venezia voi prestantissimo in arme? Forse, perchè vi fu cugino Mario Matra, credete corrervi obbligo di procedermi nemico? Mario mi assalì alla sprovvista nel convento di Bozio cercandomi a morte; mancavano ai miei ed a me le munizioni: di accordi egli non ne volle sapere: in difetto di arnesi per rompere porte, egli appiccò il fuoco al convento, e noi, tenendoci per ispacciati, avevamo ormai raccomandato l'anima a Dio, allorchè una mano di popolo trasse a sovvenirci.
«Mario in cotesta puntaglia rimase prima ferito, poi morto innanzi che io potessi recargli soccorso. Lo piansi, e non con le lagrime con le quali Cesare pianse Pompeo; e me lo potete credere, conciossiachè il cuore mi si schiantasse meno per lui che pei mali che presagiva imminenti alla patria: lo preservai da ogni insulto; con le mie mani gli detti onorata sepoltura, con le mie labbra gli supplicai pace: parlo cose a tutti note; fossero a tutti sconosciute, le affermo io, e basta. Lucantonio Alando presterà fede a Pasquale Paoli, perchè Pasquale Paoli presterebbe fede a quanto gli affermasse Lucantonio Alando. Ma, posto che il caso fosse andato diversamente, e Mario avesse avuto ragione come ebbe torto, che entrano odii privati col bene della patria? Vi piaccia considerare me non come Pasquale Paoli, bensì come magistrato eletto dal volere del popolo a difesa della libertà. Se vi riputate più capace al bisogno, venite e comandate voi; se invece vi paressi più adattato io, venite e militate sotto le bandiere della vostra patria. Più tardi, cessata la guerra, ripiglierete, se vi sembrerà giusto, il vostro odio e vendicherete nel mio il sangue di Mario. Frattanto io, in considerazione vostra, ritardo fino a maggio la rassegna delle milizie, perchè desidero che a quel tempo, facendo la chiamata dei difensori della patria, qualcheduno esca a mostrare viva la nobile stirpe degli Alando. Dio vi aiuti. Il vostro compatriota Paoli.»
Lo zio non disse parola; fece atto che gli porgessi la lettera, la quale avuta piegò e ripose in seno, poi accennò che io uscissi. Per tre giorni interi non aperse bocca sopra la lettera; su l'alba del quarto il caporale Tancredi mi svegliò e mi disse: «Su via, signor tenente, chè l'illustrissimo signor colonnello lo aspetta.» Andai e rinvenni lo zio a letto con gli occhi rossi e il viso pallido più del consueto, notai il lume sempre acceso e le lenzuola macchiate d'inchiostro: il povero zio aveva vegliato tutta la notte, forse anco pianto. Quello però che mi fece maraviglia fu ch'io lo trovai vestito della sua assisa di gala con in capo il tricorno gallonato e piumato. Per man mi prese tostochè mi fui avvicinato al letto, e così mi favellò con voce piana: «Altobello, fra un'ora partirà per Ancona il brigantino le Anime del purgatorio, capitano Gabriello Tagliaferro: voi vi c'imbarcherete sopra, d'Ancona per terra ve ne andrete a Livorno e quinci partirete per casa» A questo punto, volendo io fare qualche avvertenza, egli mi strinse forte la mano e aggrottò le ciglia continuando:
«Quanto alla licenza, eccola qua, la repubblica ve la concede ampissima con la promessa di mantenervi il grado senza pregiudizio dell'anzianità quante volte vi piaccia ripigliarla; imperciocchè come i principi, sebbene fra loro capitali nemici, si accordano mirabilmente dove si tratti conservare i popoli in servitù, così le repubbliche avrieno ad intendersi per tenere su in piedi la libertà: ma gli uomini sempre e gli stati troppo spesso queste cose capiscono tardi, e temo forte che Venezia le abbia apprese più tardi che altrui; ad ogni modo le ha capite, ed è perciò che vi concede la licenza. Questa lettera consegnerai in Livorno al signor Santi Giacomini, che vi procaccerà il passo sicuro per Corsica; queste altre sono pei cugini di casa; queste poi rimetterai nelle proprie mani del generale Paoli, in proprie mani, capisci e con essa questi mille zecchini, senza dire niente, perchè il danaro dato al Paoli è danaro dato alla patria: a te ecco la spada di Alferio fratello mio, che fu tuo padre; egli la illustrò combattendo per gente non sua, io procurai mantenerla senza ruggine, tu, più felice, adoprala per casa tua. Dammi un bacio e andate pel vostro dovere.» Ed ora, padre Bernardino, voi avete saputo come e perchè io mi trovi imbarcato qui con voi alla volta della Corsica.
— Sangue di Alando non poteva mentire, benedetto ne' tuoi figliuoli e nei figliuoli de' tuoi figliuoli. Altobello, la fortuna può levarti gli averi, ma levarti la fama ormai non istà più in sua podestà.
— Vedete un po' che razza di gente sono questi Côrsi! Chi mai lo avrebbe pensato?
Il signor Boswell, comechè urbanissimo fosse, preso dal consueto svagamento, lasciò scapparsi questa osservazione di bocca con voce più alta che non avrebbe desiderato: per la quale cosa fra Bernardino, il quale era vago dei forestieri come il cane delle mazze, facendo grugno interrogò Altobello: