— Sono Giovà Brando figliuolo della cugina carnale del fratello di vostro cognato; capite, carne vostra; cugino vero in terza, all'usanza; vi basterà il cuore di mettermi in mano al boia, ne'? e la vergogna del parentado?...
— Zitto là, ti dico.
— E i rimproveri del cognato e dei cugini? — e la vendetta?... sì, per Dio, la vendetta... di casa Alando non rimarrà pietra sopra pietra; arsi gli uliveti, ammazzate le bestie...
— Che chiasso è questo in casa mia?...
... Francesca Domenica, con ambedue le mani gli attanagliò il polso, e tale v'impresse un morso, che lo sciagurato lasciò cadere lo stiletto. (pag. 173)
Questa voce singolarissima, come quella che avendo incominciato in tuono basso terminava in falsetto, mosse da un personaggio soppraggiunto, di cui vale il pregio disegnare la figura; grasso il viso ma frollo, del colore del lardo invietito, la barba come cavolo, verde; capelli e peli spelazzati, rari e quasi venuti a lite fra loro; gli occhi tondi in fuori e nelle pupille nerissimi, se non che stando immobili gli partecipavano l'aria stupida dei tacchini; in capo portava una berretta di cuoio logora e bisunta; piuttosto che vestito pareva imballato a forza dentro un farsetto di ciambellotto di un certo colore che non si poteva affermare in buona coscienza colore; forse fu giallo in origine ritinto in verde, ma qua il sole lo aveva sbiadito, là qualche acido alterato, in altra parte qualche grasso unto; insomma era un problema tintorio; gli occhielli stavano lì lì per iscoppiare, intanto che le flosce membra a festoni gli scappavano di sotto e di sopra l'abbottonatura; dalle maniche corte uscivano certe manacce, fatte ad uso di mestole da bucatai; la pancia in isconcia guisa appuntata, le calze giù bracaloni, e i piedi immani resi più turpi da ciabattaccie lacere donde sbucavano più che mezzi fuori. Costui a prima giunta moveva a risa, perchè su cotesta faccia primeggiavano i segni della melensaggine, ma subito dopo ti rabbrividivano gli altri della frode, della viltà e della ferocia senza compassione. Questi era Mariano fratello dello avvenente Altobello, nè la santa castità della madre apriva adito al sospetto che fosse illegittimo: ghiribizzi della natura!
— Cugino Mariano, Dio vi manda per riparare qualche casaccio; voi vedete come mi hanno concio vostro fratello, e un cane di forestiere, che egli ha menato quaggiù.
— Mio fratello! da quando è arrivato? Faceva meglio a stare a Venezia. Che cosa è venuto a fare? Mamma! ve lo ha detto che sia venuto a fare?