In questa un vocione aggiunse: — Santo, prima dimmi, dacchè nessun ci sente, se le vanno giuste le tue bilancie.

— Minuto Grosso, se San Michele mi proponesse barattarle con le sue senza giunta, non accetterei.

— Sarà, ma Dio mi guardi di essere pesato sopra di quelle nel giorno del giudizio.

— Silenzio! interruppe il Paoli; Minuto Grosso, qui si tratta della vita di un uomo, e non ci entrano arguzie: ma forse senza intenzione hai dato nel segno; va da Gieppicone lo speziale e ordinagli da parte mia, che venga qua anche lui con le sue bilancie.

Lo speziale arrivò al punto stesso del merciaiuolo, e depositarono entrambi le loro bilancie sopra la tavola; il Paoli, per natura e per necessità accostumato a notare ogni cosa quantunque piccola, osservò nel merciaiuolo certa smorfia di malcontento, onde piacevolmente gli disse:

— Santo, ti giuro in onore che se fossi venuto in bottega tua a comprare seta o cotone, non avrei desiderato dalla tua in fuori altra bilancia, ma adesso si tratta pesare la vita di un uomo, però non t'impermalire se sto sul malfidato, e voglio il riscontro. — Dunque, recandosi in mano la palla schiacciata rinvenuta da Orso Campana, soggiunse: questa è la palla che ammazzò il colonnello!

— Almeno così si crede.

Allora il Generale pesò, e riscontrò, e: Mirate, signori, riprese a dire, questa è la palla di oncia. Grazio, di' su, oltre questo hai schioppi in casa? — In camera a Babbo ce ne ha da essere un altro, ma vecchio e rugginoso: questo è l'unico mio. — Lo prese, lo esaminò attentamente all'acciarino, poi alla bocca, vi introdusse un dito per tentare se fosse lordo di polvere bruciata, e al punto medesimo misurare il calibro; indi soggiunse: Grazio, cotesta carchera è la tua? — Sì. — Ci hai palle grosse? — Sì. — Il Generale l'aperse, e cavatene parecchie palle con molta diligenza le provò alla imboccatura della canna, poi le pesò, e rinvenutele poco più di mezza oncia favellò risoluto: — Questo schioppo non ha ucciso l'Albertini; e poi voltosi al comandante delle armi: — Signor Serpentini, sia vostra cura di condurre senza indugio dinanzi al tribunale Orso Campana, e Telesforo Romani padre di Grazio; nella casa di quest'ultimo staggirete il suo libro di conti, e lo porterete con esso voi. Usate diligenza. — Signor Generale, Babbo giace infermo di dolori da più di un mese. — Signor Serpentini, pigliate la mia bussola, copritelo, fasciatelo, venga a pezzi, ma venga.

Il padre di Grazio dormendo in certa stanza posta sull'orto dietro la casa, non aveva udito il tafferuglio quando menarono via il figliuolo, e le donne assistenti non si erano attentate dirglielo per paura che peggiorasse; onde come rimanesse sbigottito allo annunzio dello accaduto può immaginarselo ogni uomo; pianse, smaniò, strappandosi i capelli esclamò che il suo figliuolo era innocente, averglielo calunniato, volerne la morte i suoi nemici, con altre più cose, che non importa riferire; pure il Serpentini arrivò alla fine a fargli intendere la ragione, e allora Telesforo, cessate le smanie, si buttò giù dal letto per correre così come si trovava in camicia alla difesa del figliuolo, senonchè il Serpentini, e meglio i dolori lo trattennero: rimessolo a letto e incamuffatolo fino agli occhi lo trasportarono al cospetto del Tribunale. Qui stava sul punto di rinnovare i piagnistei, quando il Generale gli disse: — Telesforo, cessate di smaniarvi, attendete a rispondermi, e vi rendo il figliuolo; sciogliete Grazio; siete contento così? Via, su da bravo, calmatevi e rispondete. — È questo il vostro libro dei conti! — È. — Ci avete strappato voi tre fogli? — Ci sono dei fogli strappati? Non ne sapeva nulla, fanno sei giorni, ch'io non l'ho preso in mano. — Chi maneggia questo libro? — Io e Grazio. — Nessun altro? — Nessuno. — Pensateci bene; può nessun altro averci messo le mani sopra? — Aspettate.... sicuro, che ci hanno messo le mani degli altri.... voglio dire un altro.... Orso Campana.

I presenti tanto non si poterono frenare, che non prorompessero in voci di ammirazione, mentre il volto del Paoli pareva che prorompesse luce: or bene, questi disse, raccontateci pianamente in qual modo il libro capitò nelle mani di Orso Campana.