Tonda è la groppa, e molle si riposa
Sovra l'anca piegata agile e piena.
La coltura di questa razza di pecore nobili, ove fu promossa con intelligenza e in proporzione del terreno, partecipò nuovo impulso alla rurale economia. Afferma Lorenzo Pignotti non essere gran fatto acconcia la Toscana nostra a questa coltura, perchè piena di colline, dove l'olio, il vino, il grano e le biade sono ottimamente coltivate; non offre pascoli necessari per nudrire il bestiame, e perchè le nostre migliori pecore producono 3 4 libbre di lana ordinaria, mentre le spagnuole e le inglesi producono 8 o 9 libbre di lana eccellente.[56] La seconda di queste ragioni vien meno con la introduzione del Merino; la prima, comecchè in parte non vera, diverrà in breve falsa pei miglioramenti delle Maremme. Che se la coltura del Merino tanto è prosperata in Sassonia dove con travaglio e dispendio infiniti si conserva questo prodotto di regioni meridionali, quanto meglio potrebbe riuscire in Toscana, dove quasi sempre tepido è l'aere, e i giorni sereni! Qui poco è bisogno di stalle, e dì e notte può vagare il bestiame a suo bell'agio pei prati. Edgardo re, dopo tre anni di caccia ostinata, narrasi che estirpasse i lupi dalla Inghilterra: qui, sia benignità di clima, che favorevole ad ogni cosa gentile torni infesto alle dannose, o che altro, questi feroci animali di rado o mai si fanno vedere. Affermano i geografi lo Xenil e il Douro, riviere della Spagna, capaci di guarire alcune malattie a cui vanno sottoposte le pecore, la qual cosa non ardisco approvare, e negare nemmeno, ma anche le nostre pianure sono liete di lavacri, che dai suoi gioghi a noi versa Appennino, e qui puranche si bevono chiare, fresche e dolci acque. Sono le coste propizie agli armenti, però che i vapori salini di cui si impregnano l'aria e le piante producono nei visceri degli animali un acido salutifero, e le Maremme, come ognun sa, per bene 50 miglia si sprolungano lungo la riva del mare. Nè in Maremma soltanto occorrono luoghi acconci alla coltura del Merino. Le parti montuose della Toscana, dove crescono gli alberi destinati alla costruzione, offrono eccellente pascolo alla coltura delle pecore, buona è la terra magra ed asciutta; l'umida e bassa buonissima, come quella che può fornire fieni onde nudrirli nei pochi giorni che non possono pascolare pe' prati. Lieve sarebbe tra noi la spesa di fabbricare una stalla per ricovrarle nel tempo in che punge rigido il vento, o in quello affannoso della canicola, dacchè abbastanza ci provvide il cielo di conveniente legname. La maggiore spesa consisterebbe nella compra di un gregge: ma a tanto può giungere il guadagno che deriva dalla vendita della lana e degli agnelli, che noi non dubitiamo punto ad accertare che in 4 o 5 anni sarebbe ricuperato il capitale. —
Ed ecco quanto ci è parso bene favellare intorno questo soggetto. Sieno le nostre parole di eccitamento altrui a più profonde meditazioni, sieno eccitamento a tentare. Sentenza degl'infingardi, che amano gittare lo sconforto nell'anima dei generosi, si è quella che l'esperienza tentata e non riuscita, abbia a menare seco il ridicolo. Se la natura non fosse stata mai interrogata, mai avrebbe risposto. Lo studio di osservare manifesta non pure il buono ingegno, ma anche il buon cuore, imperocchè l'uomo accidioso sia uomo maligno. Rammentino i popoli che sono gli artefici della propria prosperità, e che Dio, secondo il bel pensiero di un moderno scrittore, ha detto all'uomo: «Debole opera delle mie mani, io non ti sono in nulla obbligato. Abbi in dono la vita: tu troverai il mondo, nel quale ti pongo, ingombro di beni e di mali: tua sia la cura per distinguerli, tuo il pensiero di schivare le spine, e incamminarti pel sentiero dei fiori. Sii l'arbitro della tua ventura: in te commetto i tuoi successivi destini.»
Vedete alla pagina seguente la Tavola fondata su L'esperienza del come possano moltiplicarsi i greggi, salvo inaspettati avvenimenti.
OSSERVAZIONI.
Ponghiamo che 5 a 6 per ogni 100 femmine rimangano sterili, — che la metà dei nati sia maschi, metà femmine, — che il numero degli agnelli morti sotto un anno sia maggiore di quello degli adulti e delle madri. — Chiamiamo sottanni gli agnelli di un anno, adulti que' di due, che sono in istato di produrre. — Alla fine dell'anno gli agnelli sono portati nella colonna dei sottanni, questi nella colonna degli adulti, e gli adulti in quella delle madri. In questo modo è calcolato il progressivo incremento.
LEGENDA:
M = Madri; A = Adulti; S = Sottanni; P = Pecorini; Mon = Montoni; P1 = Pecorini d'un anno
| EPOCHE. | PECORE. | MONTONI. | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| M | A | S | P | Mon | P1 | |
| 1828. Gennaio | 300 | — | — | — | 10 | — |
| Si defalca | 6 | — | — | — | — | — |
| 1829. Gennaio | 294 | — | — | — | 10 | — |
| Aumento | — | — | — | 135 | — | 135 |
| 294 | — | — | 135 | 10 | 135 | |
| Si defalca | 4 | — | — | 8 | — | 8 |
| 1830. Gennaio | 290 | — | — | — | 10 | 127 |
| Aumento | — | — | — | 130 | — | 130 |
| 290 | — | 127 | 130 | 10 | 257 | |
| Si defalca | 4 | — | 7 | 8 | — | 15 |
| 1831. Gennaio | 286 | 120 | 122 | — | 10 | 242 |
| Aumento | — | — | — | 130 | — | — |
| detto | — | — | — | 50 | — | — |
| 286 | 120 | 122 | 180 | 10 | 242 | |
| Si defalca | 6 | 3 | 5 | 10 | — | 18 |
| 1832. Gennaio | 280 | 117 | 117 | 170 | 10 | 224 |
| Trasporto | 397 | 117 | 170 | — | 10 | 224 |
| Aumento | — | — | — | 240 | — | 240 |
| 397 | 117 | 170 | 240 | 10 | 464 | |
| Si defalca | 11 | 3 | 8 | 18 | — | 29 |
| 1833. Gennaio | 386 | 114 | 162 | 222 | 10 | 435 |
| Trasporto | 500 | 162 | 222 | — | 10 | 435 |
| Aumento | — | — | — | 310 | — | 310 |
| 500 | 162 | 222 | 310 | 10 | 745 | |
| Si defalca | 20 | 6 | 14 | 25 | 2 | 35 |
| 1834. Gennaio | 480 | 156 | 208 | 285 | 8 | 710 |
| Totale | — 18 | 47 — | ||||