Il nostro Pannocchia (e ciò sia detto per tornare un passo addietro) è uno di quei tutori, che convertirono in benestanti i pupilli miseri alla fede loro commessi.
Adesso la sciagura allontanata dal Canaccini soprastava più grave al buon Pannocchia; e poche notti dopo l'incendio rammentato, arsero senza riparo i suoi quattro pagliai. — I contadini affollati per sopprimere il fuoco si partirono senza dirgli parola; ma all'alba del giorno successivo, qual con barrocci, qual con carra cariche di fieno, di paglia e di strame, furono a casa dell'uomo onesto, e con grida festose lo destarono da un sonno tranquillo. Il sole che sorse salutò un monumento di amore, là dove avrebbe illuminato una traccia di cupidigia colpevole o di rabbia feroce senza la pietà di quegli ottimi contadini. — Ci affida il Vangelo che le opere buone saranno nove volte più rimeritate nella vita futura, ed è questo grandissimo motivo al bene per l'uomo, composto in maniera che di rado si muove se timore di danno o desiderio di premio non lo dirige. Veramente non essendo qui la patria nostra, dobbiamo intendere a guiderdoni meno caduchi di quelli che ci possono offrire le creature che muoiono; ma tengo per fermo che Dio stesso esulti della sua fattura quando vede un uomo riconoscente. — Intanto giunga questa lode, che è figlia del cielo quando si parte da labbri incontaminati, alle orecchie dei buoni che la promossero, e li rallegri.
Nell'imprendere lo Indicatore Livornese promettemmo registrarvi gli annali della civiltà di questa terra, e non c'inganna il desiderio se crediamo che le cose referite vagliano sopra ogni altra a dimostrarla. Forse rigido giudizio ci aspetta dal postero che ricercherà severo la storia dei nostri tempi; pure da questi pochi e radissimi fatti comprenderà non tutti essere stati iniqui i suoi padri, ed essere vissute anime capaci di operare il bene, ed altri non adontarsi di farlo palese, perchè si partisse da gente di umile condizione. — Forse la nostra memoria sarà benedetta: — noi allora morti non udremo la voce dei figli; ma cos'altro ci giova nella vita presente quanto la speranza di questo compianto?
RICCARDO COBDEN.
Adelante, Pedro, con juicio.
Gli economisti inglesi vanno predicando adesso la libertà di commercio. Tennero dapprima un sistema opposto; se per errore o per buono accorgimento, poco importa che per noi ora sia ricercato. In questo punto giova considerare le nuove dottrine che essi s'ingegnano far prevalere.
Libertà suona parola d'incanto, sembra prodigio la teoria d'introdurre lo Evangelo nel commercio, e le menti deboli ed eccessive poco si curano investigare se questo Evangelo vi si troverà seduto come sopra un letto di rose, o come sopra un pettine da lino.
Quello che merita considerazione gravissima innanzi tratto, egli è come in Inghilterra la teoria della libertà del commercio non deva ricevere colà la sua applicazione sopra tutti i prodotti, ma sopra alcuni, nè subito adesso, ma dopo interposto spazio convenevole di tempo.
Gli economisti inglesi predicando la libertà del commercio, e nello attendere a volerla applicata prudentemente e tempestivamente, mirano a vari scopi di egregia sapienza.
La più parte degli economisti, e potremmo dire tutti, appartengono al partito democratico, sicchè con la introduzione libera delle sostanze alimentarie confidano conseguire i fini seguenti: