Un altro uomo dimora nelle case abitate da lui, e nessuno domanda ove sia andato. — Nessuno conosce chi fosse: — visse, e morì: questa è la sua storia. Quindi la stessa pietà guarda quella tomba, nè susurra parola, e i posteri gli passeggiano sul capo come sopra una pubblica via.


O Dio di amore, ne sovvieni di consiglio per mantenerci l'anima degno tempio della tua Divinità. — Ci comparti un cuore per la sventura. — Diffondi sul nostro intelletto la luce della sapienza, come diffondi la luce del Sole sopra le cose create.


Belli quanto i fiori dei nostri prati, splendidi come gli astri dei nostri sereni, sieno i frutti del nostro ingegno, e numero non vaglia a calcolarli. — L'orecchio non oda gemito senza che lo spirito vi risponda col gemito; l'occhio non veda pianto senza che vi risponda col pianto. — Salvaci l'anima dal deserto degli affetti.


Allora le nostre madri guardandoci baldanzose ci chiameranno: corona della loro vita. — Il padre si accosterà all'oppresso difeso, e tremante di gioia gli mormorerà con parole sommesse: Il tuo salvatore era parte delle mie viscere.


Lo straniero scorrendo le belle contrade non le dirà più illustri per le rovine; non più ci chiamerà polvere di eroi.... L'ossa dei padri fremono di sdegno nelle antiche sepolture! — Ogni cosa è sacra in questa terra. — Già l'abitava una gente di cui la memoria durerà finchè il mondo abbia spazio da sostenere una creatura sola. — Perchè non potremo emularla? — La Natura non disereda i suoi figli; — l'uomo codardo disperde con le sue mani il tesoro della sapienza e del valore. Ma noi siamo nati alla vita della gloria e della virtù. Amen.