E quando intesero l'aspra musica della guerra si affidarono che un giorno la stessa cornamusa avrebbe squillato davanti il figlio del barone mentre egli conducesse la masnada.

Trascorse ben presto un secondo anno, ed Angus salutò un secondo figliuolo, il suo giorno natale fu simile all'ultimo, e di subito fu imbandito il giocondo festino.

Ammaestrati dal padre a tendere l'arco sui colli tenebrosi del vento di Alva, i fanciulli in giovanezza cacciarono i cervi, ed affrettarono i cani dietro alla pesta di quelli.

Ma prima che avessero compiti gli anni della infanzia, si mescolarono nelle bande della guerra, lievemente trattarono la splendida daga, e scoccarono lontano i quadrelli fischianti.

Nera appariva l'onda dei capelli di Oscar e s'agitava scomposta all'alitare dei venti, ma i ricci d'Allan pendevano sempre ordinati e belli; — la guancia era pallida, e pensierosa.

Oscar palesava un'anima di eroe, e gli tralucevano i neri sguardi pei raggi della verità. Allan poi aveva imparato per tempo a frenare le passioni, e fino dagli anni primi placide suonarono le sue parole.

Prodi furono entrambi, e spesso la lancia sassone cadde spezzata sotto il costoro acciaro; il petto d'Oscar stava chiuso alla paura, ma il petto d'Oscar conosceva pietà.

L'anima d'Allan si celava sotto una vaga sembianza indegna d'abitare con tanta bellezza; e la sua vendetta si aggravava sopra i nemici atroce quanto il fulmine della tempesta.

Dalle torri lontane di Southannon venne una giovane e leggiadra damigella; giunse la figlia di Glenalvon dall'occhio cilestro recando in dote le terre di Kenneth.

Ed Oscar desiderò la lieta sposa, ed Angus sorrise al suo Oscar, perocchè l'orgoglio feudale del padre fosse lusingato con le nozze della figlia di Glenalvon.