“No, — diamole spazio per riconciliarsi con Dio.” — E posta una mano sopra la spalla di Caterina, la scosse leggermente, continuando: “Fate la pace con Dio, perchè i momenti della vostra vita sono contati...”

Balzò in piedi Caterina, fregandosi gli occhi, aprendoli, e richiudendoli con mirabile celerità, temendo di allucinazione; ma Giomo con voce orribilmente pacata replicava:

“Avete sentito? — vi avanzano a vivere cinque minuti...”

“Finiamo!” la maschera nera prorompeva smaniando, e divincolandosi fra le mani di Margutte: “finiamo! — Allo inferno!”

“No; — le dia tempo a recitare l’atto di contrizione. — Se a lei riesce andare in paradiso, Vossignoria si assicura di non incontrarla nell’altro mondo.”

“Ma, e perchè volete uccidermi, signori? Io non vi conosco...”

“Conosciamo voi...”

“Signori, se volete le mie masserizie, le mie gioie, tutto quanto è in casa, prendetelo, non ne farò querela, non ne darò parte al Bargello, ve lo giuro per la morte del nostro Redentore...”

“Noi non siamo ladri: e rammentatevi che due dei cinque minuti sono passati.”

“Ma perchè macchiarvi le mani nel sangue di una misera donna che non vi conosce, e che voi non conoscete? — Non avete madre? — non moglie? — non figli? — Non credete voi in Dio?”