To fill his ear: when, contrary, he hears
On all sides, from innumerable tongues,
A dismal universal hiss, the sound
Of public scorn.
(Milton, I. 10.)
No: i miei concittadini rimasero uomini! L’orgoglio di autore non fu ferito, o se ferito, presto sanato mercè gli egregi scritti di Elia Benza sopra cotesto Dramma; ma mi scese invincibile dentro al cuore la repugnanza di commettere opere di arte alla brutalità di malevoli o stolti, come gl’Imperatori Romani esponevano i condannati alle fiere. Forse più che ad altro io mi sentiva chiamato pel Teatro; così ne fui distolto per sempre. A me parve in cotesta sera il Teatro Carlo-Lodovico il Pandemonio descritto dal Milton nell’avventura riferita poco anzi: «Terribile fu il fragore del fischio nella sala stipata da mostri di molti capi e di molte code; scorpioni, aspidi, anfesibene crudeli, ceraste armate di corna, idre, elopi funesti, e dispadi: no, tanto sciame di rettili non cuoprì la terra cruenta del sangue della Gorgone o la Isola di Ofiusa.»
E ponendo da parte lo scherzo, non farà maraviglia se io partecipassi il sentimento di Gualtiero Scott, il quale supplicato di combattere con l’autorità del suo nome e la potenza della parola, la Riforma proposta da Lord Grey, sentendosi accolto nella Camera dei Comuni come Satano dai demoni, avvertì sorridendo il membro di Parlamento che gli sedeva accanto: «Bene avvisai astenermi dal Teatro, perchè mi accorgo che le mie orecchie non avrebbero potuto assuefarsi a cotesta musica.»
Qui cesso, che parmi avere oltre il giusto favellato delle cose mie: però non inutilmente; avvegnachè i giovani scrittori vedano come il mio cammino sopra il sentiero delle lettere umane sia stato uguale a quello di Cristo sul Golgota. Non moto, non passo che io non abbia segnato con una goccia di sudore e di sangue: spesso caddi sotto la croce, ma mi rilevai da me stesso, e tornai a portarla, e la porto senza soccorso di Cireneo. Io non auguro ai giovani scrittori lunghe sventure, ma prego Dio che li guardi dai facili trionfi. Le sventure sono le midolle di lione con le quali la fiera divina[8] nudriva l’alunno Achille; e il carcere
Affinando il pensier ne fa una lima.
Di questo la giovane generazione degli scrittori che ci terrà dietro vada convinta, che i fiori provati alle rugiade di acqua forte non temono inclemenza di rigido cielo, nè lusinga di perfido sole: crescono, e si spandono per virtù propria.