«Certo questo non si può negare, ma nei casi straordinari è mestieri regolarci come possiamo, non come vogliamo.»

«Però io non mi persuado perchè altri deva diffidare della lealtà della Repubblica, molto più che noi circonderemo questo processo di tali è tante cautele da appagare i più sospettosi.»

«Ed io pure adopererei come proponete voi: anzi io non mi oppongo a che i giudici sieno tanti e tanti; cioè mezzi lucchesi e mezzi fiorentini.»

«Serenissimo, non sono i giudici quelli che mettono in pensiero, bensì la tortura, l'eculeo e gli altri tormenti di cui voi siete in abbondanza fornito.»

«Forse ne vanno sprovvisti i vostri?»

«No, ma voi sapete che tutto sta nello adoperarli.»

«Or bene io mi obbligo, per fede a rendervelo vivo.»

«Serenissimo, rispose il Macarini guardandolo dentro gli occhi, nell'attimo che precede la morte l'uomo non è vivo?»

«Voi, ben me ne accorgo, a verun patto consentite consegnarmi il vostro gonfaloniere. Volete sapere che cosa ne dirà l'universale? Dirà che voi repugnate a lasciarvelo scappare di mano per paura ch'egli confessi cose le quali palesino la ribellione di cotesta vostra repubblica alla maestà dell'impero ed alla dottrina di santa madre Chiesa.»

«Serenissimo, per quanto mi è dato conoscere, io vi assicuro diversa affatto la causa per cui i Signori rifuggono dal commettere in balía vostra la vita di Francesco Burlamacchi.»