El modo che aveo pensato fare era questo. Di far venire l'ordinansa della Vicaria del Borgo qui in la città, così come eran venute quelle del Bagno e di Villa. E questa era di più numero di giente che altra ordinansa, perchè in questa è compresa la Vicaria di Gallicano, e tutte sono sotto il colonnello Gian Tommaso. E perchè vi è molti di quelli che sono sotto ditta hordinansa, che sono molto discosti, facevo pensieri, ed ancho tornava meglio a quello volevo fare, ordinar che fosse la mattina al ponte a Moriano, e lì vedere che avesse buono rinfrescamento o da poi farla venire el giorno in la città. E potendo, che credo sarè stato facile, ci arei condutto la hordinansa del Ponte a Moriano, che el commissario Nicolao Bernardi non penso avesse mancato. E così facevo conto di farla venire qui in la città che, fatta la mostra, si fusse partita alle 22 hore e meso, o 23; e riduttola in prato, dove facievo conto di darli da mangiare; e passar così el tempo fino a mezz'hora, o una hora di nocte, e da poi hordinar che andasseno per la via di Santa Anna a passare al ponte a Salissimo e a Pontetetto, e di là qui, e poi andarsene in montagna. Quando fussero là mostrar che vi fosse stato nuove delle gente del Duca, e così inanimatoli condurli alla volta del monte San Giuliano e da poi a Pisa. E avrè avuto la banda del Colle e così quella del Pon San Pieri, talmente che saremmo stati 1800 fanti. E inoltre avrè hordinato a Camajore che fusse partita la banda di là e venutane a Chiesa; e di là andarsene a Pisa. Talmente che con quella giente, e col dar nome della libertà, si può tenere per certo che gli arè incitati a pigliare l'arme, e insieme con noi andarne alla volta di Firenze. E anche aveo pensato mandar a far 500 fanti a Pontremoli, et esser el primo su l'armi e al dar danari: quali danari cioè lire 4 per fante con prometter buona paga, pensavo non avessen a manchare. Di verso Pescia facievo conto che la banda di Villa e del Bagno vi andassen, e non penso avessen mancato li colonnelli, maxime scrivendoli io che ero commissario, e siando stato in quel luogo che sono stato[32], talmente che poteva facilmente andar tutto bene.
A Castelnuovo ancho e per la Garfagnana facievo pensieri far come a Pontremoli, di sorta che la cosa si potea tener a 15 soldi per lira[33].
Le opportunità che erano sono queste: li cattivi portamenti del Duca contra li suoi sudditi, che tutti erano malcontenti, e ogni poco di cosa che si fusse visto non mancavano di attacarceli: non avere un soldato solo in tutto el suo stato: e anche non esser gente in Italia: et esser io commissario: et essere stato nel luogo vostro: e avere preso (faciendo conto di far questo) amicisie a Pescia, a Pistola, a Bargha e a Pisa; talmente che si poteva sperarne buona fine, e così fatto la cosa, far conto si vivesse in questa Toscana securamente e allegramente.
Questi sono stati ragionamenti, e ne avevo parlato con questi gentiluomini senesi generalmente, ma particolarmente con M. Giambaptista Humidi, e con M. Marciello, quali mi sconfortavano, et io gli assegnavo le ragioni che pareno vi fossero; e se cie li avessi potuti condurre, che noi di qua e lor di là, in un medesimo tempo ci fossino missi in arme, si potea dire el giuocho vinto. Ma non è piaciuto a Dio! Pur non s'era pensato ancho di avere licensia dalle S. V. M., di condur qua la banda che si aveva a condurre; nè anche parlatone, aspettando la opportunità. E forsi sarè indugiato e non fatta; che homo si poteva pentire e dismetterla. Le S. V. M. ànno inteso el ragionamento e pensamento; quelle deliberino quello che si ha da fare: che Dio piaccia al meglio spirarle!»
NOTE
[1]. Questi fu un ingegnoso fabbro fiorentino il quale non metteva mano a verun lavoro, e fosse pure il principe, se prima non gli lasciavano la caparra; onde ebbe il soprannome di Caparra: egli fece gli anelli e gli altri ornamenti di ferro del palazzo Strozzi.
[2]. Nella Biblioteca di Lucca.
[3]. Storie fiorent. lib. 33.
[4]. Storia de' suoi tempi, lib. 5.