La conversazione seguitò su cose indifferenti, Daniele si studiò di nascondere l'agitazione e il turbamento che gli dava la premeditazione dell'enorme delitto che aveva in pensiere.

— Così che avete risoluto abbandonarmi domani? disse il Baronetto, ripigliando il pristino subbietto della conversazione.

— Domani, se avrò l'opportunità di trovare un posto nella diligenza per Darmstadt, dove intendo trasferirmi.

— Domani dunque vi ringrazierò, mio caro Daniele, di quanto avete fatto per ridonare al mio spirito la tranquillità ch'io aveva smarrita.

— Oh sì, domani mi ringrazierete! disse Daniele con ironia, cui il Baronetto prese per complimento.

— Ma fin da ora vi auguro buona fortuna, figliuol mio, buona in amore, già s'intende, perchè al resto penseremo noi, non è vero?

— Quanto vi debbo, signor Baronetto! esclamò Daniele ipocritamente abbassando lo sguardo in cui già balenava la perfidia dell'anima.

Egli si era alzato: la vista della sua futura vittima gli facea male al cuore.

— A domani dunque, disse Edmondo stendendogli di bel nuovo la mano che questa volta Daniele non ebbe la forza di toccare, e, abbassando gli occhi, finse di non averla veduta.

— A domani, signor Baronetto, replicò il giovine a voce bassa e rauca.