— Ah! tu facesti morire due schiavi per ottenere questo prezioso veleno! Ebbene TU MORRAI PER ESSO! Ben dicesti che questo veleno è prezioso... prezioso per me!

Daniele soggiunse ad alta voce, e quasi avesse fatta una domanda indifferente:

— E dove tenete conservato, signor Conte, un oggetto così pericoloso?

— In una scatola di argento a doppio fondo nel forziere della camera verde; sulla scatoletta è scritto in francese. L'indiscreto che mi aprirà, e toccherà all'oggetto che contengo, sarà punito di morte istantanea.

— E come faceste per porre in quella scatola le foglie fatali?

— Le feci ivi porre dagli schiavi con ogni possibile precauzione senza che le avessero toccate.

— Suppongo che conserviate gelosamente la chiave di quella scatola, dimandò destramente Daniele.

— Ben s'intende; essa è nel fondo d'uno di questi cassettini, rispose improvvidamente il Baronetto.

La giustizia Divina dettava le sue risposte.

Daniele sapea quello che gli era necessario; non volle più fare nessun'altra interrogazione per non far nascere sospetti nell'animo di Edmondo, il quale era ben lontano da simili supposizioni.