Daniele chinò il capo in atto di scoraggiamento e si tacque immerso ne' suoi cupi pensieri. Il demone del delitto fece di bel nuovo balenare una luce di sangue nella mente del giovine! Gli occhi di Daniele si erano fissati distrattamente in sulla scrivania del Baronetto, così che sembrava ch'egli leggesse la soprascritta d'un libro che ivi stava, mentre il pensiere del giovine era ben lungi dall'occuparsi di libri.
Edmondo per disviare la conversazione dal tristo subbietto al quale si era incamminata, disse a Daniele:
— Questo libro su cui voi gittate gli occhi, mio caro Daniele, è tutto scritto di mio proprio pugno. Sono memorie della mia vita da me gittate in questo scartafaccio: osservazioni importanti da me raccolte ne' miei viaggi; ragguagli su talune rarità ch'io conservo. Ieri sera per lo appunto, rileggendo alcune notizie sull'isola di Giava, dov'io rimasi per pochi giorni, ricordai di dover conservare alcune fronde di un albero che cresce in questa isola chiamato l'Upas ovvero The Poisontree (l'albero del veleno). Voglio farvi udire le notizie da me raccolte su questo terribile vegetale.
Edmondo aprì il manoscritto ad una pagina che egli avea segnata con un pezzettino di carta e lesse le seguenti cose[5]:
«Quest'albero è nativo di Giava; arriva ad una considerabile altezza, giungendo talvolta ottanta piedi. Si sviluppa da esso in gran copia un succo o gomma, ch'è il più mortale veleno; di questo fanno uso gl'indigeni per avvelenare le punte delle loro frecce e delle altri armi. Gli effluvi ch'esalano da quest'albero sono talmente omicidi, che nè un animale nè una pianta possono resistere alla sua influenza. La gomma viene estratta per mezzo de' rei condannati a morte. Quando la sentenza è pronunziata contro qualcuno di loro, il giudice gli dimanda se vuol morire per le mani del carnefice, ovvero salire sull'Upas per raccogliere una scatoletta di gomma. I condannati sogliono preferire ciò, perchè hanno così una lontana probabilità di salvarsi. Prima di avvicinarsi all'albero fatale, ricevono tutte le corrispondenti istruzioni per rendere l'operazione meno pericolosa. Pel consueto, simiglianti istruzioni vengon loro somministrate da un sacerdote, il quale adempie verso di loro anche al sacro ufficio di prepararli a morire. I condannati sogliono montar sull'albero, col capo coverto da un berretto di cuoio e da una maschera con occhi di vetro; eglino sono parimente provvisti di guanti di cuoio. I condannati evitano con grandissima cura il contatto delle fronde, le quali, ad un semplice tocco su qualunque parte nuda del corpo danno la morte. Gl'indigeni non solamente avvelenano le loro armi col succo di questa pianta, ma benanche le sorgenti e i serbatoi di acqua, quando veggono avvicinarsi un nemico. Gli Olandesi perdettero la metà del loro esercito per un siffatto avvelenamento e da quel tempo in poi, essi han sempre menato con loro una quantità di pesci vivi, i quali essi gittan nell'acqua alcune ore prima di arrischiarsi a berla. Una foglia dell'Upas applicata sulla fronte di un uomo gli cagiona istantaneamente la morte, quasi senza ch'egli senta di morire. Essa ha la facoltà di arrestare immediatamente il corso del sangue ed i moti del cuore. La polvere delle foglie secche dell'Upas è così terribile che bastano pochi atomi di essa per dar la morte.»
Daniele avea seguita la lettura di questo passo con un'attenzione indicibile; nessuna particolarità gli era sfuggita. È impossibile descrivere l'espressione della sua fisonomia durante la lettura de' ragguagli che abbiam citati. Il genio del male avea suggerito a Edmondo il pensiero di leggere quella pagina del suo manoscritto.
Il Baronetto Edmondo Brighton avea letto la propria sentenza di morte. La soluzione del problema che Daniele cercava da vari giorni era trovata!
— E voi conservate le foglie di quest'albero? chiese con occhi di pazzo Daniele.
— Ciò vi fa maraviglia! disse Edmondo ingannato sulla vera e terribile significazione della dimanda del giovine, ebbene, io conservo le foglie di quest'albero, le quali si saranno al presente ridotte a polvere. Questo mio capriccio costò la vita a due miei schiavi; ma io voleva ad ogni costo possedere un sì prezioso veleno.
Daniele guardò a terra cupo e concentrato, e disse ferocemente tra sè: