— Pel Duca di Gonzalvo!
— Sì, signor Conte: in questa lettera voi gli darete l'assicurazione della vostra volontà di nominarmi vostro erede universale. Munito di questa scritta, io ritornerò da lui con altro animo, e sarà lo stesso come se io me gli presentassi milionario.
Edmondo sorrise, e dopo alcuni momenti di silenzio, disse:
— Questo che mi dimandi, figlio mio, è assolutamente impossibile.
— Impossibile! esclamò sorpreso il giovine.
— Impossibile, replicò Edmondo.
— E per qual ragione, di grazia? chiese Daniele.
— Non posso dirtene la ragione, mio caro Daniele: dicoti soltanto che tra me e il Duca di Gonzalvo avvi una barriera mortale: le nostre relazioni sono rotte per sempre; ti prego anzi, mio caro figliuolo, per quanto hai di più sacro, di non parlar giammai di me al Duca di Gonzalvo nè rivelargli giammai il luogo del mio ritiro. Sarà questa una pruova a cui pongo il tuo affetto per me.
— Io dunque non potrò giammai dirgli, che sono destinato ad essere l'erede del Baronetto Edmondo Brighton, Conte di Sierra Blonda?
— Glielo dirai un giorno dopo della mia morte, se colui vivrà ancora!