— Avete almeno dato un titolo a questo vostro componimento?
— Sì, Duchessina, il titolo è, Un colpevole amore.
— Perchè colpevole? dimandò la fanciulla.
— Perchè è colpa in me l'amore; ei mi fa d'uopo idolatrare.
Emma si alzò e sorridendo disse a Daniele:
— Sedetevi qui, signor maestro, e fatemi udire il vostro colpevole amore.
Il giovine si sentì profondamente umiliato da questa specie di sottile e beffarda ironia.
— Non posso, Duchessina: in questo momento ci è troppa differenza e troppa distanza tra le nostre anime perchè voi possiate appieno gustare il mio componimento; l'anima mia è trista, assai trista, e la vostra è gaia, sorridente, felice. Non pertanto, poichè lo volete, io canterò, vi farò sentire il mio componimento e aspetterò dal vostro labbro la mia sentenza... cioè se potrò arrischiarmi a cantarlo da Lady Boston.
Daniele si sedè al piano-forte e cantò la seguente romanza:
Ah non mai, non mai saprete