— Oh! una lettera non aperta! esclamò egli mettendo le mani addosso alla lettera di Lucia Fritzheim, che Daniele avea gittata in sul tondo in uno cogli altri oggetti ch'erasi tolti di tasca.

Daniele si ricordò di quella lettera e corse per istrapparla dalle mani del suo amico, ma questi ne avea già letto l'indirizzo ed il nome di colei che la scriveva.

— L'ho trovata! L'ho trovata! esclamava il Marchesino in aria di trionfo, e saltando sopra una sedia per non farsi carpire il suo bottino; ecco il segreto di Daniele; qui sta l'affare leggasi.

Anche Stefanello si era messo dalla parte del Marchesino per impedire a Daniele di toccar la lettera.

Ebbe luogo una lotta furiosa. Daniele si dibatteva come un leone per non far leggere la lettera che avrebbe potuto discoprire le sue relazioni colla famiglia dello stradiere; ma egli era uno contro due e non poteva a lungo durare nel conflitto. Gli riuscì pertanto di afferrar la lettera, la quale fu lacerata in due parti, di cui una restò nelle mani de' due amici e un'altra in quelle di Daniele. Questi si affrettò di gittare nelle fiamme del camminetto quel pezzo che gli era rimasto nelle mani.

Gli altri due lessero il seguente moncherino di lettera:

«Daniele, Daniele mio,

Corre già il quarto mese che mi hai ab.........

giorni ora per ora, minuto per min...........

sun rimprovero; sono rassegnata alla...........