Stando a tal guisa con tutta l'anima sua alla vedetta di un'ombra di amore negli occhi di Emma, non si era accorto di un personaggio che gli si era appressato. Questi il chiamò per nome, e gli disse:

— Permettete che aggiunga le mie alle congratulazioni degli altri, signor Daniele.

Udendo la voce di questo personaggio Daniele fece un balzo sopra sè stesso, e imbiancò in volto come per morte veggendosi allato l'incognito straniero che recavagli in fin di mese la polizza di ducati cinquanta.

— Voi qui, signore! sclamò atterrito Daniele.

— Non temete di nulla; io non parlerò, ve ne fo solenne promessa.

Lo straniero strinse la mano di Daniele che trovò febbricitante, e si allontanò dalla sala, per recarsi vicino al Duca di Gonzalvo, seduto ad una partita di whist.

Il ballo cominciava.

V. UN MILIONE

Il dì vegnente Daniele si alzò di buon mattino: non aveva chiuso gli occhi per un sol momento durante l'intiera notte; un'idea fissa, un proponimento decisivo avealo tenuto desto; egli volea finirla una volta per sempre collo stato di martirio nel quale si trovava.

— Tra poche ore la mia sorte sarà decisa, diceva tra sè medesimo, sdraiato sopra un seggiolone accosto al suo letto, e avvolto in ampia veste da camera: tra poche ore io saprò se mi conviene nutrire qualche speranza di possedere Emma, o se mi sarà d'uopo abbandonare questo paese e forse anche la vita... Sento che non ho la forza di vivere senza di Emma... Quel mio trionfo d'ieri sera non sembrò che avesse fatto la minima impressione su lei; mi rivolse soltanto alcune frasi gelate e comuni strappate dalla convenienza; parvemi anche più fredda verso di me; sembrava che mi evitasse, che poco mi avesse conosciuto... Feci benissimo a non ballar mai con lei; se ella è superba e sdegnosa, io non sono meno di lei: se io sono povero e oscuro, non soffro di essere dispregiato da nessuno. Lasciai a tutti quegli effeminati giovanotti l'onore di contendersi un valser o una contradanza con lei: io non sono fatto per immischiarmi nelle folle, non mi acconto alla razza degl'imbelli che pullulano in tutte le sale; non mi soddisfa la mezza luce; a me bisogna o lo splendor del sole o le tenebre fitte... Emma è per me il sole, la vita, la felicità... o Emma o la morte... Sì, questa mattina tutto dovrà decidersi... ogni ulteriore indugio potrebbe nuocermi.