— Che tra due anni io potrei offrirvi un milione.

— Ed io vi aspetto, disse ridendo il Duca.

— Sul mio onore, soggiunse il Duca, sempre ridendo.

— Ebbene, disse gravemente Daniele, oggi siamo al dì 17 dicembre 1826. Permettete che io me ne faccia un ricordo sopra un pezzo di carta.

Sul tavolino era l'occorrente da scrivere. Daniele segnò queste poche parole:

Oggi io Duca di Gonzalvo prometto sul mio onore a Daniele dei Rimini di non prendere veruno impegno di matrimonio per mia figlia Emma prima che spirino due anni dalla data di questo giorno — Napoli, 17 dicembre 1826.

— Firmate, signor Duca, disse Daniele presentandogli la carta.

Il Duca, dopo di aver titubato per qualche momento guardò Daniele con sembianza di pietà, ed appose la firma a quella scritta, quasi per compassione dello stato di mente del giovane pianista.

— Siete contento, signore? dimandò il nobile sorridendo.

— Contentissimo. A rivederci, signor Duca; a rivederci al 1828.