— Io nol farò, sempre che voi vi comporterete meco da onesto galantuomo. Rinunziate al pensiero di voler conoscere il vostro benefattore, e questi vi amerà dippiù; e forse un giorno...

— Ebbene? esclamò Daniele cui un lampo di speranza balenò negli occhi.

— Ebbene! chi sa! forse un giorno egli stesso chiederà di voi.

— Ma ditemi, ditemi, di grazia, signore, è egli ricco? è nobile?

— Non m'interrogate: ben sapete che non posso rispondervi... Ma il tempo stringe: abbiate la bontà di farmi la solita quietanza, dappoichè ho molte faccende ancora da disbrigare.

Daniele, con malissima voglia accontentandosi delle ragioni addotte dallo straniero, si alzò e andò a scrivere la quietanza che consegnogli dicendogli:

— Eccovi, signore, la quietanza. È questa l'ultima volta che ci vedremo in questa casa e in Napoli. Domani io parto.

— Lo so, rispose freddamente lo straniero.

— Ah! lo sapete! E chi ve l'ha detto?

— Il Duca di Gonzalvo.