— Vi trovo molto cangiato dal giorno in cui ebbi ultimamente l'onore di visitarvi, signor Conte, cominciò il medico — Non sono che quindici giorni all'incirca, e rinvengo sul vostro volto le orme di una devastazione che mi dà pensiero e pena. Che vi è accaduto in questo lievissimo tempo?

— Non so, Dottore, rispose Edmondo, ma io sto male, malissimo; sono più di dieci giorni che il sonno sembra fuggire dagli occhi miei, o, se talvolta una cascaggine mi sorprende e un filo di sonno si stende sulle mie stanche palpebre, è peggio, perciocchè uno sciame d'immondi fantasimi mi vola sul capo, strarnazzando le ali su tutto il mio corpo. E non ci è modo di sottrarmi a questa orrenda pressione che mi uccide, che mi conduce alla tomba, che mi rende cadavere!... cadavere!

Pronunziando queste due ultime parole, il Baronetto fremè: il suo sembiante s'infoscò talmente che il medico ne fu sorpreso e guardollo fisamente.

— Datemi il vostro polso, signor Conte.

Dopo di aver esplorato il polso del Conte per qualche momento, il medico disse, come se avesse parlato fra sè:

— È strano! il polso è convulso!

E tornò a riguardar negli occhi l'infermo, procurando scavargli i pensieri e lo stato dell'anima.

— Una violenta e tormentosa passione vi agita, signor Conte, gli disse indi a poco; le profonde occhiaie solcate sul vostro volto, i battiti irregolari e convulsi del vostro polso, i fantasmi della vostra mente; tutto mi rivela che voi siete sotto l'impero di un patema di animo. La vostra infermità non è di quelle che caggion sotto l'esplorazione dell'arte; fa d'uopo ricercarne altrove l'origine: emmi d'uopo di tutta la vostra illimitata confidenza. Parlatemi francamente, signor Conte; pensate ch'io sono per voi qualche cosa di più di un medico, son vostro amico.

Il Dottor Weiss distese la mano al Baronetto, il quale gliela strinse macchinalmente, e disse dopo pochi momenti:

— Dottore, io vi estimo amico e de' più leali, e però non avrò onta di palesarvi quello che soffro, a patto che le mie parole rimangano sepolte in voi. Un'invincibile ripugnanza mi ha finora tenuto dall'aprirvi l'animo mio. Mi promettete di non rivelare ad alcuno quanto sarò per dirvi? Io mi confido all'amico, e aspetto dal medico la mia salvezza.