— Il nome di costui? chiese il Baronetto con ansietà.
— Il Duca di Gonzalvo.
— Ah! egli! esclamò Edmondo: e voi siete il fidanzato di sua figlia?
— Volesse il cielo che il fossi!... Ma voi conoscete il Duca di Gonzalvo?
— Sì, rispose con tristezza il Baronetto, l'ho conosciuto in Ispagna: uomo protervo, ambizioso, avaro!
— È vero pur troppo quanto dite, signor Conte. Ambizioso, avaro e superbo! Oh! perchè sua figlia è un idolo di bellezza! Perchè ho avuto debolezza di amarla!
— Rifiuta egli forse di rendervi felice?
— Ebbene sì signor Conte, rispose ii giovine con abbattimento, ei ricusa. Il giorno in cui gli chiesi la mano di sua figlia, il superbo mi umiliò con ogni maniera d'ingiurie.
— E quale speranza nutrite ancora di possederla?
— Nulla posso nascondere a voi, signor Conte: la benevolenza di cui mi onorate e il vostro rispettabile carattere m'ispirano un'illimitata fiducia. Vi dirò adunque che io strappai al Duca di Gonzalvo la promessa d'attendere due anni prima d'impegnare la sorte di Emma sua figlia.