Il regime liberale, rendendo ai principi l'affetto dei popoli, ha reso nel tempo stesso agli scrittori l'indipendenza e l'imparzialità del giudizio.

Oggidì che il sovrano s'è sprofondato nelle moltitudini e vive della loro vita, adularlo sarebbe ipocrisia, offenderlo sarebbe viltà.

Però lo scrivere di regnanti non è facile ancora, per quanto la difficoltà abbia mutato natura. Non è facile, perchè avviene talvolta che i cortigiani impauriti e le democrazie soddisfatte si uniscano in un solo e intollerante grido di plauso, attraverso al quale sembri importuna la voce severa di chi ama e teme.

Questa difficoltà è assai minore, com'è minore il pericolo, quando si tratti di famiglie dinastiche la cui storia rimonti alle origini della civiltà.

In questi casi la voce dei secoli può sostituire efficacemente quelle voci contemporanee, che diventassero troppo fioche o troppo obliose; e nella ricca e varia indole dei numerosi antenati possono i regnanti contemporanei trovare quel senso della misura che è la suprema saggezza dei reggitori di popoli.

Perciò mi fu grato parlarvi delle origini d'una famiglia gloriosa nei fasti della patria; i cui principi seppero essere quasi tutti energici senza tirannia, buoni senza debolezza, amanti di libere istituzioni senza sminuire la dignità del loro sangue.

Se questa famiglia avesse illustrato col suo dominio qualunque altro popolo d'Europa, i suoi ricordi desterebbero sempre nello storico il sentimento dell'ammirazione.

Ma quando nello storico si confondono il cittadino ed il suddito, l'ammirazione si tramuta in un complesso di affetti maggiori e diversi. L'indagine del passato non basta più a soddisfare l'intelletto; che vorrebbe lanciarsi nell'avvenire e cercarvi il segreto delle inquietudini e delle speranze patriottiche.

Le une e altre autorizza la storia nel suo viaggio di lungo corso.

Ma se il progresso politico non è ridotto ad una formola menzognera, questa storia dovrebbe quind'innanzi subire meno che nel passato la legge dei violenti ed il capriccio dei casi; dovrebbe quind'innanzi riposar meno sul contrasto che sull'armonia degli interessi molteplici.